Dissequestrata la Tuboplast
L'opificio era stato sequestrato nell'ambito del processo penale instaurato a carico dei legali rappresentanti, accusati di truffa ai danni dello Stato; il sequestro era finalizzato alla successiva confisca.
Il legalei della Tuboplast, Avv. Michele Vaira, ha illustrato al Giudice, dott. Gianfranco Placentino, le ragioni che propendevano per la restituzione dell'azienda al curatore fallimentare, dott. Lorenzo Frattarolo.
Le osservazioni difensive sono state integralmente recepite dal Giudice, che ha emesso il 4 dicembre 2012 l'ordinanza di dissequestro.
In tal modo, la curatela potrà esercitare adeguatamente il suo ruolo di tutela dei creditori (tra cui, in particolare, lo Stato), con una efficace manutenzione dell'intero opificio, che potrà essere rilevato da eventuali imprenditori interessati, in tempi estremamente più brevi rispetto alla procedura prevista in caso di confisca (ossia oltre dieci anni).
Ciò potrebbe costituire una opportunità lavorativa per numerosi operai della zona.
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
7 gennaio 2012

Assolto finanziere dall'accusa di rivelazione di segreti d'ufficio
All’udienza di discussione, Borea aveva rinunciato alla prescrizione, ormai maturata per il reato contestato, puntando all’assoluzione nel merito.
Il difensore di Borea, l’Avv. Michele Vaira, ha rimarcato che dalle indagini è emerso che, in realtà, il Borea non solo non forni elementi utili ai malfattori, ma ostacolò il piano criminoso.
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
21 dicembre 2011

Prete pedofilo: condannato Don Rossi
Proprio da una denuncia della bambina è partita l’indagine che ha condotto all’arresto del sacerdote ottantenne.
Durante il processo, il GUP ha ammesso la citazione, quali responsabili civili, della Parrocchia e dei Salesiani di Don Bosco, cui il sacerdote appartiene.
«Non ho mai avuto nessun dubbio che don Nicolangelo Rossi sarebbe stato condannato» ha dichiarato alla stampa l’avv. Michele Vaira.
Dopo il deposito della motivazione della sentenza, in cui sarà chiarito anche il ruolo nella vicenda del parroco e della Curia, sarà attivata l’azione civile per il risarcimento dei danni, il cui risultato, come dichiarato durante il giudizio, sarà devoluto interamente in beneficenza.
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
14 maggio 2011

POST precedenti
1) Arresto don Rossi 12 maggio 2007
2) Rinvio a giudizio Don Rossi 15 aprile 2010
3) Salesiani e Parrocchia a giudizio 23 settembre 2010
4) Richiesta abbreviato
5) Requisitoria del PM e arringhe delle parti civili
Omicidio Marin: Corbo condannato per omicidio colposo a 6 anni
All’esito dell’unica udienza svolta con rito abbreviato, il Giudice ha emesso una sentenza clamorosa, ribaltando il giudicato cautelare del GIP, del Riesame e della Cassazione, che aveva qualificato il reato quale omicidio volontario, seppur con diverse intensità.
Il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna a 16 anni di reclusione, ritenendo l’omicidio eseguito con dolo diretto sebbene in presenza di provocazione.
L’Avv. Michele Vaira, difensore dell’imputato, ha sostenuto la tesi dell’omicidio colposo, avallata dai propri consulenti (Gen. Luciano Garofano, Col. Giovanni Lombardi e dott. Enrico Risso).
In particolare, il difensore ha descritto l’azione delittuosa, ponendo in evidenza la chiara intenzione del Corbo di mirare ai pneumatici dell’autovettura. Tesi, questa, sostenuta fin dall’inizio e spontaneamente dal Corbo.
Il Giudice ha ritenuto tale impostazione meritevole di accoglimento, condannando il Corbo alla pena di sei anni di reclusione.
Quattro giorni dopo la sentenza, al Corbo è stata sostituita la misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
16 febbraio 2011

REPUBBLICA
16 febbraio 2011

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
28 febbraio 2011

ARRINGA 15 febbraio 2011
TGBLU 26 febbraio 2011

SKY News 7 marzo 2010

TG3 8 marzo 2010

TGNorba 8 marzo 2010
Prete molestatore: chiesti 4 anni
15 febbraio 2011

l’Attacco
15 febbraio 2011

Prete molestatore: richiesta abbreviato
8 febbraio 2011

Dissequestro Bio Ecoagrim
Il Tribunale del Riesame di Foggia, all’udienza del 17 gennaio 2011, ha accolto l’istanza di riesame proposta a seguito del sequestro dell’azienda, avvenuta il 27 dicembre 2010.
Il sequestro era stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera, dott.ssa Ida Moretti, a seguito della richiesta del PM dott. Elisa Sabusco, per la presunta violazione di diverse normative in materia ambientali.
Tra le altre accuse, quella di emettere odori nauseabondi, percepiti nel territorio circostante, e di gestire l’azienda in difformità rispetto alle autorizzazioni ottenute dalla Provincia.
Le accuse più gravi erano senz’altro quella di incamerare una quantità di prodotto da trattare di circa 290.000 tonnellate, a fronte delle 83.000 annue consentite dall’autorizzazione, e di scaricare nel torrente Vulgano acque meteoriche inquinate.
Tutte le accuse sono state contestate, anche in punto di fatto, dagli Avv. Michele Vaira e Giampaolo Sechi, che hanno depositato una copiosa memoria difensiva.
In particolare, è emerso che le 293.000 tonnellate indicate dai Carabinieri non corrispondono affatto alla realtà, trattandosi di mere 74.000 tonnellate (compatibili con le autorizzazioni).
Le analisi dell’acqua scaricata nel torrente Vulgano eseguite dall’ARPA su incarico degli stessi Carabinieri, ad una attenta lettura delle norme, rientrano abbondantemente nei limiti di legge (l’informativa dei carabinieri ha preso come riferimento una tabella sbagliata, relativa allo scarico sul terreno e non in un corso d’acqua).
Gli odori emessi dall’azienda, anche grazie ai copiosi investimenti effettuati (circa 13 milioni di euro) rientrano assolutamente nei limiti consentiti dalla legge per attività analoghe.
Il Tribunale ha accolto interamente la richiesta di riesame, ordinando il dissequestro dell’azienda.
Già nel 2007 l’azienda era stata sequestrata dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera per analoghi motivi e successivamente dissequestrata dal Tribunale del Riesame di Foggia.
Anche in quel caso tutte le accuse furono ritenute insussistenti dal Tribunale.
Il sig. Chiloiro, rappresentante legale dell’azienda, dichiara:
« Sono lieto che i nostri avvocati abbiano smentito punto per punto tutte le gravi accuse ingiustamente mosse alla nostra ditta, dimostrando che i Carabinieri del NOE hanno offerto al Giudice dati e riferimenti normativi non corretti. Adesso chiederemo i danni a chi di competenza per l’ingiustificato fermo dell’attività. È grave pensare di poter ingiustamente colpire un’azienda sana, che dà lavoro a quaranta dipendenti (oltre l’indotto), sulla base di accuse del tutto infondate.
Emerge, dagli stessi atti dell’accusa, che gli odori emessi, conformi alla legge, sono semplicemente frutto della produzione, e non sono assolutamente inquinanti».
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 19 gennaio 2011

CORRIERE DELLA SERA
19 gennaio 2011
L’ATTACCO
19 gennaio 2011
TG Telefoggia 18 gennaio 2011
Corruzione a Peschici: revocata la misura a Casalino
Casalino, difeso dall’Avv. Michele Vaira, pur decidendo di avvalersi della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio, ha dimostrato, tramite una memoria del suo difensore, l’assoluta insussistenza di esigenze cautelari.
L’accusa di corruzione contestata nei suoi confronti è seccamente respinta dal Casalino, che è persona assolutamente incensurata e dalla reputazione cristallina.
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
5 dicembre 2010

La Corte di Assise di Foggia assolve Dinko Marinov
La medesima richiesta di condanna del PM è stata invece accolta per gli altri imputati Sheremetov Ivan e Ganev Gancho.
A fronte di un’indagine monolitica a carico di tutti e tre gli imputati (tutti i testimoni ascoltati dai carabinieri avevano confermato le accuse), le rogatorie all’estero disposte dalla Corte a seguito della richiesta dell’Avv. Vaira hanno scagionato il Marinov.
CORRIERE DELLA SERA ed. Puglia
20 novembre 2010

Prete molestatore: Salesiani e Parrocchia a giudizio
In tale contesto storico (di ravvedimento e pentimento, espresso apertamente dal Santo Padre in più occasioni, e da ultimo nel viaggio pastorale in Gran bretagna) e giudiziario tale provvedimento, emesso da uno dei Giudici più autorevoli d'Italia, rappresenta un'affermazione di principio di straordinaria importanza, anche dal punto di vista morale.
Si stabilisce, quindi, in astratto, che le parrocchie sono responsabili per i reati dolosi, anche di natura sessuale, commessi dai propri sacerdoti.
Il Giudice, tecnicamente parlando, ha ravvisato l'"occasionalità necessaria" tra la funzione e il fatto.
L'Avv. Michele Vaira, difensore della vittima che ha dato il via all'inchiesta (che ha dimostrato la serialità delle azioni delittuose del prelato), è soddisfatto per la decisione del Giudice:
«Una decisione giusta, che avrà conseguenze per tutti i processi futuri, fin dalla fase delle indagini preliminari. Le gerarchie ecclesiastiche, da ora in poi, sapendo che sono tenute a pagare i danni, saranno più attente a tutelare i piccoli fedeli dai pedofili piuttosto che la loro immagine da un eventuale scandalo.
Da un Giudice della caratura professionale e dallo spessore morale del dott. Diella c'era da aspettarsi una presa di posizione così avanguardista e coraggiosa, quanto giuridicamente ineccepibile.
Per mere questioni processuali i responsabili civili potranno essere estromessi dal giudizio penale (dal momento che c'è stato un incidente probatorio), ma il principio espresso dal Giudice sarà importantissimo nel successivo processo civile ».
LA REPUBBLICA
23 settembre 2010

CORRIERE DELLA SERA
23 settembre 2010

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
23 settembre 2010
