Resistenza a pubblico ufficiale e ingiurie profferite successivamente all'atto dell'ufficio

Tribunale di Foggia, 29 giugno 2006 n. 1007, imp. M.M.

Il reato di resistenza a un p.u. non può essere configurato se le ingiurie o le minacce vengono proferite, da parte dell’agente, in un momento successivo al compimento dell’atto d’ufficio o servizio del p.u.; si configura nel suddetto caso il reato di ingiuria o minaccia aggravata dalla qualifica di p.u., non essendo stata posta in essere nessuna condotta al fine di impedire il compimento dell’ufficio stesso o del servizio. (Nel caso di specie l’imputato non veniva considerato responsabile del delitto de quo poiché le parole ingiuriose e minacciose erano state pronunciate solo dopo l’attività di identificazione operata dal p.u., come reazione a un comportamento che il soggetto attivo considerava ingiusto).