Annullato il sequestro dei beni dei dirigenti

Il Tribunale del riesame di Foggia, con provvedimenti del 30 novembre e del 12 dicembre 2016, ha annullato il sequestro dei beni operato nei confronti dei dirigenti del Servizio Lavori Pubblici ritenuti responsabili di truffa ai danni del Comune.

L'Avv. Michele Vaira, difensore dell'Arch. Corvino, ha dichiarato alla stampa: «Il primo dato che salta agli occhi è l'insostenibilità giuridica dell'accusa. Entrando nel merito delle accuse, va precisato che all’epoca dei fatti il mio assistito non era dirigente del servizio lavori pubblici ma solo funzionario: ha liquidato bollette sulla base di una istruttoria fatta da altri servizi del Comune. Lui non aveva la possibilità di verificare a che tipo di utenza si ricollegassero ed a che a titolo venissero pagate. Era compito di altri uffici e servizi valutare se l’occupazione fosse legittima o meno, e quindi attivarsi per rimuovere lo status quo. L’accusa ipotizza de- libere fatte ad arte per dissimulare la vera situazione: la realtà è che il dirigente addetto sapeva soltanto dell’esistenza di bollette in- testate al Comune per allacci e contratti fatti da altri servizi comunali, sulla scorta di decisioni politiche e tecniche che veniva adottate - voglio ribadirlo - da altri: non poteva non firmare i mandati di pagamento altrimenti avrebbe corso il rischio di causare un danno erariale».


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Assoluzione ex sindaco Mongelli per omissione lavori Tribunale

Il GIP Marco Ferrucci ha assolto perché il fatto non sussiste il sindaco Franco Landella, 50 anni; l’ex sindaco Giovanni Mongelli, 59 anni; e gli ingegneri Fernando Antonio Biagini e Potito Belgioioso, ex dirigente e attuale dirigente del servizio lavori pubblici del Comune.
Erano accusati di omissione di atti d’ufficio in relazione ad alcuni lavori da eseguire a Palazzo di Giustizia e/o alla mancata risposta alla richiesta del ministero su opere di messa in sicurezza del Tribunale foggiano.
Il GUP, in sede di abbreviato, ha accolto la tesi dell'Avv. Michele Vaira, difensore di Mongelli: il Comune, sia sotto la guida di Mongelli del precedente governo cittadino sia sotto quella attuale di Landella, si è sempre attivato per venire incontro alle esigenze del Palazzo di Giustizia, ma ha dovuto fare i conti con la crisi e la mancanza di fondi; soprattutto non c’è stato alcun dolo nel comportamento dei sindaci e dei dirigenti comunali, presupposto fondamentale per la sussistenza del reato; e inoltre il reato di omissione di atti d’ufficio tutela i rapporti tra il cittadino e l’ente, non certo quello tra due pubbliche amministrazioni come nel caso in questione.


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Assoluzione per "Meridiana srl" - nessuna corruzione per ampliamento hotel

Assolti gli 11 imputati (dieci «fisici» e una società edile) nel processo per una presunta corruzio- ne di quasi 230mila euro, finalizzata al rilascio a favore della «Meridiana srl» di una variante al piano regolatore che consentì di ampliare un complesso da destinare a «residenze turistico alberghiere» in corso del Mezzogiorno. I 10 imputati sono accusati a vario titolo di corruzione, falso, abuso in atti d’ufficio, riciclaggio e favoreggiamento: il PM chiedeva 10 condanne con pene da 5 mesi a 3anni; e una sanzione di 77mila euro euro per la società, difesa dall'Avv. Vaira.

L’avv. Michele Vaira legale della società «Meridiana srl» rimarca«che la società ha sempre avuto fiducia nell’esito del processo: ogni operazione realizzata fu affidata a professionisti di elevato spes- sore e tutto si è svolto alla luce del sole».

Gazzetta del Mezzogiorno 15 aprile 2016

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Condanna definitiva per Don Nicolangelo Rossi

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa e reso definitiva la condanna ad un anno e 6 mesi di don Nicolangelo Rossi, 85 anni, originario di Pesco Sannita in provincia di Benevento, fino al 2006 vice parroco nella chiesa del «Sacro Cuore» di Foggia, riconosciuto colpevole di aver molestato in chiesa una bambina, per fatti avvenuti nel confessionale della parrocchia al rione Candelaro nell’estate del 2006.



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Condannato Avvocato Federici

All'udienza del 15 maggio 2015, il Tribunale Monocratico di Foggia, in persona della dott.ssa Rita Pasqualina Curci, ha emesso la prima sentenza di condanna nei confronti dell’Avv. Rosa Federici, tratta in giudizio per il reato di truffa e appropriazione indebita.
Il giudice, accogliendo la richiesta del PM e delle parti civili, ha condannato l’Avv. Rosa Federici alla pena di anni 2 di reclusione ed euro 1.300,00 di multa.
L'avvocato Federici, venuta alla ribalta nazionale per un servizio delle "Iene", è stata condannata anche al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, così come richiesto dall’avv. Michele Vaira.

Gazzetta del Mezzogiorno 23 maggio 2015

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Comunicato su dichiarazioni direttore INPS Puglia

Le dichiarazioni che giungono dall’INPS superano il confine del ridicolo.
Le spese legali dovute agli avvocati sono il frutto di cause vinte contro un Ente che, a causa di inefficienza o, peggio, come qualcuno ritiene, per effetto di una deliberata strategia, omette in tutto o in parte di versare ciò che spetta ai lavoratori pugliesi.
Invece di puntare il dito contro chi, lavorando onestamente, dimostra in Tribunale le ragioni dei propri assistiti, “derubati” dall’Ente, i rappresentanti dell’INPS dovrebbero individuare i responsabili interni di questo sfacelo.
Chiedete loro se hanno preso provvedimenti nei confronti di coloro che hanno sbagliato i calcoli o hanno ritardato o omesso i pagamenti dovuti per legge.
L’eventuale risposta negativa servirà a corroborare il sospetto, avanzato da molti illustri avvocati del nostro Foro specialisti della materia, che l’INPS trattenga deliberatamente somme che non le spettino, lamentandosi poi per le sacrosante azioni legali che le si rivolgono contro, e che puntualmente vede l’Ente soccombente.
Come dimostrato in una recente indagine, i casi di duplicazioni di azioni legali per lo stesso oggetto, sono irrisorie rispetto alla totalità, e sono giustificate dalla grande mole di attività che uno studio legale deve svolgere in difesa dei propri assistiti.
Mancando una vera ed efficace normativa in tema di class action, siamo costretti ad assistere a questo profluvio di azioni legali, che intasano i Tribunali.
Ma questa, paradossalmente, è la vera fortuna dell’INPS.
Se fosse in vigore il ”risarcimento punitivo”, come negli Stati Uniti, che si applica nei casi in cui è evidente la gravità delle condotte di un Ente, l’INPS sarebbe in default già da anni. In realtà, non subendo una vera e propria “azione collettiva” di tutti i lavoratori, si arricchisce trattenendo denaro che non gli spetta, dato che la percentuale di lavoratori che si rivolge alla giustizia è irrisoria rispetto alla totalità degli aventi diritto.
Gli avvocati sono l’ultimo baluardo della difesa del cittadino nei confronti del potere dello Stato (in questo caso assume le sembianze dell’INPS). Meritano di essere rispettati, soprattutto quando tutelano le categorie delle fasce sociali più deboli.

Avv. Michele Vaira
Segretario Nazionale AIGA


L'Attacco 24 aprile 2015

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Appalto Luceria Falco (Ex Giunta Ciliberti) - tutti assolti

Il primo collegio penale del tribunale di Foggia ha assolto con formula piena l'ex sindaco Ciliberti e tutta la Giunta dall'accusa di abuso d'ufficio, relativa ad una gara d'appalto per la guardiana del Tribunale di Foggia.
Assolti anche i dirigenti e funzionari, coinvolti nell'inchiesta.
L'avv. Vaira, difensore di alcuni degli imputati, ha dichiarato alla stampa:
«La sentenza di assoluzione piena per il funzionario Corvino e per l’assessore Sottile era ampiamente prevedibile. Nessuno dei testimoni, i lavoratori della Luceria, aveva alcun collegamento con l’assessore, che si è limitato a votare la proposta por- tata da altri in Giunta. Il funzionario, invece, si è limitato a disporre il pagamento per l’attività svolta dalla Lu- ceria Falco prima di essere assegnato all’ufficio. Un’attività che, come abbiamo evidenziato nel processo, riguardava un servizio di particolare delicatezza proprio per l’Ufficio della Procura, e che non poteva essere interrotto»

Gazzetta del Mezzogiorno 14 novembre 2014

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Capannoni Tratturo Camporeale: tutti assolti

Il secondo collegio penale del Tribunale di Foggia ha assolto con formula piena (perché il fatto non sussiste) dall'accusa di abuso di ufficio tutti gli imputati nel processo relativo alla vicenda dei capannoni di Tratturo Camporeale.
Il Tribunale ha accolto la tesi della difesa, che sosteneva la non necessità, ai fini del rilascio dei permessi a costruire nella zona di Tratturo Camporeale, di una variante al PRG.

Gazzetta del Mezzogiorno 25 ottobre 2014

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Pena ridotta in appello a Miggiano - scarcerato

Dopo 18 mesi di reclusione, Salvatore Miggiano, l'allenatore di calcio accusato di aver abusato di due ragazzini, è stato rimesso in liberto.
La decisione della Corte di Appello consegue alla sensibile riduzione di pena ottenuta a seguito dell'impugnazione presentata dagli Avvocati Michele Vaira e Antonio Manzi.
A fronte della richiesta del Procuratore Generale di confermare la pena di sei anni di reclusione, la Corte ha rideterminato in due anni e quattro mesi di reclusione il trattamento sanzionatorio del giovane foggia.
L'appello della difesa, incentrato su profili di qualificazione giuridica del fatto e delle aggravanti, è stato integralmente accolto.

Gazzetta del Mezzogiorno 14 luglio 2014



Gazzetta del Mezzogiorno 8 giugno 2014

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Dieci anni di reclusione al vigilante per violenza sessuale e sequestro di persone

La sentenza di primo grado è stata pronunciata dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Foggia al termine del processo iniziato lo scorso febbraio e andato avanti con l’interrogatorio della vittima, di familiari, degli amici siciliani dell’imputato e degli investigatori che condussero le indagini sull’asse Foggia-Siracusa. Ha quindi retto al vaglio dei giudici di primo grado la tesi dell’accusa; il pm chiedeva la condanna della guardia giurata a 12 anni di reclusione, richiesta di condanna ribadita dagli avvocati Michele Vaira e Maddalena Manniello costituitisi parte civile per conto della donna violentata e sequestrata.
« Non avevamo alcun dubbio sull'esito del processo e sull'entità della pena - ha commentato l'Avv. Vaira ai cronisti - la testimonianza della mia assistita è stato di quanto più lineare e convincente possa ascoltarsi in un'aula di giustizia. La ricostruzione, oltre che essere onesta e dettagliata (tanto da consentire all'imputato di essere assolto per la residuale accusa di minaccia aggravata dall'uso di armi), era assolutamente riscontrata da dati obiettivi e inconfutabili ».



Gazzetta del Mezzogiorno 2 luglio 2014

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"Zero in condotta" - Le persone offese si costituiranno parte civile

Ancora da delineare compiutamente le responsabilità che orbitano attorno alla vergognosa vicenda, scoperchiata tra marzo e maggio scorso dagli inquirenti nell’ambito dell’operazione “Zero in condotta”, e che vede attualmente indagati diverse decine di falsi insegnanti di sostegno che avrebbero lavorato in vari istituti scolastici di Foggia e Capitanata in maniera fraudolenta e sine titulo.
Alcune famiglie si sono rivolte all’Avv. Michele Vaira per la tutela dei propri diritti, che consistono in primo luogo nell’accertamento di tutti i responsabili, intesi sia quali concorrenti nel reato, sia quali soggetti che hanno omesso i dovuti controlli, e in secondo luogo nella richiesta di risarcimento dei danni.
« Seguirò questo caso con la massima attenzione, offrendo la mia collaborazione al Pubblico Ministero, sia nella fase residuale delle indagini sia in quella processuale. I reati di cui ci occupiamo, di per sé non particolarmente gravi, si manifestano estremamente odiosi per la natura delle principali persone offese, che per le loro condizioni meriterebbero una tutela privilegiata da parte della società. Si sono rivolte al mio studio anche alcune insegnanti “scavalcate” in graduatoria con questi mezzi illeciti, e quindi pretermesse. Anche loro si costituiranno parte civile ».

l'Attacco 1 luglio 2014

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Pena ridotta al minimo per Miggiano in appello

La Corte di Appello di Bari ha ridotto da 6 anni a 2 anni e 4 mesi la pena inflitta a Salvatore Miggiano, il giovane allenatore di calcio condannato per violenza sessuale a carico di minorenni.
L'Avv. Michele Vaira ha manifestato compiacimento per la decisione della Corte distrettuale: «In primo grado abbiamo puntato la nostra difesa sul profilo umano e il comportamento processuale dell'imputato, ottenendo un risultato comunque soddisfacente. In appello ci siamo concentrati sugli aspetti tecnici della sentenza, che difettava nella parte in cui ha ritenuto sussistente l'aggravante dell'ingente quantità di materiale pedopornografico. L'esito ci soddisfa completamente, non impugneremo ulteriormente la decisione».
Salvatore Miggiano ha trascorso, in tutto, poco più di due mesi in carcere. Considerata la buona condotta, la pena sarà completamente espiata fra pochi mesi.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 8 giugno 2014

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Don Rossi condannato anche in appello

La Corte di Appello di Bari, all'udienza del 16 maggio 2014, ha confermato, riducendo di qualche mese l'entità della pena, la condanna a Don Nicolangelo Rossi, l'anziano sacerdote che si è reso responsabile di molestie ai danni di una bambina all'interno della Parrocchia Sacro Cuore di Foggia.
Nel corso del processo, il sacerdote si è difeso negando l'evidenza, e accusando la bambina e i suoi genitori di averlo calunniato.
I genitori, costituiti parte civile con l'Avv. Michele Vaira, hanno atteso serenamente l'ulteriore grado di giudizio, avendo ormai perso la speranza che il sacerdote, e i suoi superiori, manifestassero un minimo rincrescimento per quanto accaduto.
Spiega l'Avv. Michele Vaira: «la registrazione del colloquio dei genitori con il parroco, avvenuta immediatamente dopo i fatti, con le incredibili ammissioni del diretto superiore dell'imputato, sono la prova schiacciante della sua colpevolezza. Quelle registrazioni dimostrano che tutti sapevano e nessuno voleva intervenire. Come ho detto nell'arringa, oportet ut scandala eveniant".
L'azione civile proseguirà nei confronti della Parrocchia e dell'Istituto Salesiani di Don Bosco.
Attualmente pende anche un'indagine per falsa testimonianza nei confronti di una persona informata sui fatti.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 18 maggio 2014

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Assoluzione Annamaria Altamura - processo Vikay

Il GUP del Tribunale di Foggia, dott.ssa Maria Teresa Valente, ha assolto con formula piena l'agente assicurativo accusato di truffa ai danni del Comune di Foggia, in concorso con alcuni dei più importanti imprenditori edili del capoluogo dauno.
L'inchiesta ha suscitato clamore per i sequestri di numerosi cantieri, per il valore di centinaia di milioni di euro. Gli imputati sono stati accusati di aver utilizzato polizze fideiussorie false nell'ambito delle concessioni relative ai PRUSST.
Il processo, svoltosi con rito abbreviato, ha fatto emergere l'assoluta liceità del comportamento dell'imputata, per la quale lo stesso PM, a seguito della produzione della documentazione difensiva, ha chiesto l'assoluzione.
L'Avv. Michele Vaira, difensore dell'agente, ha espresso soddisfazione per la sentenza: «Sono lieto che il processo, al di là dell'esito per me assolutamente scontato, sia terminato in tempi brevissimi».

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 16 maggio 2014

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Assoluzione Antonio Di Maggio

La Prima Sezione della Corte di Appello di Bari, all’udienza di mercoledì 12 febbraio 2014, ha ribaltato la sentenza di primo grado del Giudice Monocratico di Foggia, assolvendo Antonio Di Maggio dall’accusa di omicidio colposo del minore Demir Ferkat.
Il Procuratore Generale e il difensore delle parti civili avevano chiesto la conferma della sentenza.
La sentenza è stata emessa dopo due ore di camera di consiglio.

« È una sentenza che riconcilia diritto penale e buon senso.
La condanna di Di Maggio in primo grado, già inspiegabile secondo i parametri dell’uomo comune, era totalmente errata in punto di diritto, avendo confuso i concetti, ben distinti, di posizione di protezione (che spettavano ai genitori del piccolo) e posizione di controllo (spettanti all’imputato).
S è tanto parlato, nel processo, dell’apertura del cancello della recinzione del mascone: nei motivi di appello e nella discussione orale ho sostenuto che si tratta di un dato assolutamente neutro, perché la finalità della recinzione (e quindi l’obbligo del mio assistito) è quello di evitare cadute accidentali.
Nel nostro caso, la povera vittima si era introdotto volontariamente nel vascone».

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 12 febbraio 2014

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L'Avv. Vaira alla conferenza stampa dei Radicali sul caso Di Noia

L'Avv. Michele Vaira partecipa alla conferenza stampa dell'on. Rita Bernardini dei Radicali sulla situazione del carcere di Lucera, e in particolare sulla morte del detenuto Alberico Di Noia.





ATTACCO 31 gennaio 2014

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Romanzo Criminale, due ergastoli e cinque condanne

Di è concluso il giudizio abbreviato a carico di Francesco Giannella, Ilario Conoscitore, Mario Renzulli, Nicola Uva, Leonardo Salvemini, Emanuele Biondi, Mario Renzulli e Cristopher Paloscia, nell'ambito del processo denominato "Romanzo Criminale".
Il GUP del tribunale di Foggia Armando dello Iacovo ha inflitto due ergastoli (nonostante la richiesta di rito abbreviato) a Giannella e Conoscitore e pene per trentaquattro anni di reclusione agli altri imputati.
La nuova condanna va ad aggiungersi a quella emessa dal Tribunale per i Minorenni di Bari a carico di una ragazza coinvolta nell'inchiesta, condannata nel mese di ottobre 2013 a tredici anni e quattro mesi di reclusione per concorso in omicidio e altri reati.
L'avv. Michele Vaira, che insieme all'Avv. Maddalena Manniello ha rappresentato la parte civile Troiano, madre di uno dei ragazzi barbaramente assassinati dal gruppo che ha ispirato le sue gesta alla banda della Magliana, resa nota dalla fiction "Romanzo Criminale", ha così commentato il verdetto:
« Non c'è pena o prezzo che ripaghi l'atroce sofferenza che la famiglia della mia assistita ha vissuto e sta vivendo per l'assurda perdita del giovanissimo Cosimo Salvemini. Quello che è emerso dalle intercettazioni dovrebbe far riflettere molto sullo spirito di emulazione che la fiction può provocare nei ragazzi, rendendo "leggendarie" le gesta di criminali incalliti, portando alla ribalta delle storie che dovrebbero essere confinate nella cronaca giudiziaria ».


GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 23 gennaio 2014

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 20 ottobre 2013



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Processo "Blauer" - assolto Marco Lombardi

Il Primo Collegio Penale del Tribunale di Foggia ha assolto Marco Lombardi dall’accusa di aver favorito la latitanza di Franco Li Bergolis. Condannati tutti gli altri coimputati.
L’Avv. Michele Vaira, difensore di Lombardi, ha dichiarato alla Gazzetta: «Sono davvero lieto della positiva conclusione della drammatica esperienza giudiziaria di Lombardi. Evidentemente il Tribunale ha ritenuto, in accordo a quanto da me chiesto, di superare le suggestioni offerte dal PM e soffermarsi sui fatti concreti e sulle norme di legge. L'assoluzione è stata una conseguenza necessaria di questo percorso».

GdM 22dic12 Sentenza primo grado
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 22 dicembre 2012


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Dissequestro Bio Ecoagrim

La Procura della Repubblica di Bari ha accolto l’istanza di dissequestro presentata dalla Bio Ecoagrim, consentendo all’azienda lucerina di riprendere l’attività.
La difesa della Bio Ecoagrim ha proposto, incontrando il consenso dell’Autorità Giudiziaria inquirente, la realizzazione di opere, in gran parte già eseguite, che garantiscono l’azzeramento delle emissioni odorigene, unico profilo di criticità riscontrato dai Giudici della cautela.
L’Avv. Michele Vaira, che ha assistito l’azienda fin dalla sua nascita, esprime grande soddisfazione per la decisione della Procura:
« Cadute una per una tutte le accuse a carico dei proprietari e dei gestori dell’azienda, residuava l’unico aspetto penalmente rilevante (tutto da discutere nel futuro dibattimento, ossia la supposta presenza di emissioni di odori dall’azienda. Il moderno progetto di riconversione della produzione secondo una tecnica anaerobica è stato apprezzato dalla Procura e dai suoi consulenti. Sono felice per i lavoratori e le loro famiglie »

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
14 ottobre 2012

GdM 12ott12 riapertura Bioecoargim
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Dissequestro 8 palazzine Rodi Garganico

La Procura della Repubblica di Lucera ha disposto il dissequestro delle 8 palazzine ubicate in località “Fontanelle” a Rodi Garganico, da quattro mesi soggette a sequestro preventivo per presunte violazioni delle normative edilizie e urbanistiche.
In particolare, la Procura di Lucera contestava la mancanza di autorizzazione da parte dell’Ente Parco Nazionale del Gargano.
L’Avv. Michele Vaira, che difende i componenti dell’Ufficio tecnico del Comune di Rodi Garganico, ha affermato:
« Dopo l'autorevole intervento del tribunale del Riesame che ha confermato la necessità del parere del Parco del Gargano sul progetto di piano di zona, ci siamo attivati per chiedere ex post l'autorizzazione, rilasciata dall'ente su richiesta del Comune di Rodi dopo approfondita istruttoria. Siamo soddisfatti del provvedimento della Procura di Lucera, che ha condiviso l'impostazione difensiva e accolto l'istanza di dissequestro. Il nulla-osta, rilasciato dal Parco del Gargano (pur impartendo alcune prescrizioni architettoniche), dimostra la buona fede dei nostri assistiti e la compatibilità dell'intervento assentito dalla professionale tecnostruttura Comunale di Rodi Garganico con le finalità di tutela del territorio e del paesaggio»

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
24 luglio 2012

GdM 24lug12 dissequestro palazzine
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Dissequestrata la Tuboplast

Il Tribunale di Manfredonia ha disposto il dissequestro della Tuboplast, industria ricadente nel "Contratto d'Area" di Manfredonia.
L'opificio era stato sequestrato nell'ambito del processo penale instaurato a carico dei legali rappresentanti, accusati di truffa ai danni dello Stato; il sequestro era finalizzato alla successiva confisca.
Il legale della Tuboplast, Avv. Michele Vaira, ha illustrato al Giudice, dott. Gianfranco Placentino, le ragioni che propendevano per la restituzione dell'azienda al curatore fallimentare, dott. Lorenzo Frattarolo.
Le osservazioni difensive sono state integralmente recepite dal Giudice, che ha emesso il 4 dicembre 2012 l'ordinanza di dissequestro.
In tal modo, la curatela potrà esercitare adeguatamente il suo ruolo di tutela dei creditori (tra cui, in particolare, lo Stato), con una efficace manutenzione dell'intero opificio, che potrà essere rilevato da eventuali imprenditori interessati, in tempi estremamente più brevi rispetto alla procedura prevista in caso di confisca (ossia oltre dieci anni).
Ciò potrebbe costituire una opportunità lavorativa per numerosi operai della zona.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
7 gennaio 2012


GdM 7gen12 dissequestro Tuboplast
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Assolto finanziere dall'accusa di rivelazione di segreti d'ufficio

Il finanziere Giovanni Borea, coinvolto nell’inchiesta “Drago 2” e accusato di rivelazione di segreti d’ufficio, è stato assolto dal Tribunale di Foggia da tutte le accuse.
All’udienza di discussione, Borea aveva rinunciato alla prescrizione, ormai maturata per il reato contestato, puntando all’assoluzione nel merito.
Il difensore di Borea, l’Avv. Michele Vaira, ha rimarcato che dalle indagini è emerso che, in realtà, il Borea non solo non forni elementi utili ai malfattori, ma ostacolò il piano criminoso.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
21 dicembre 2011

Assoluzione Borea 23dic11

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Prete pedofilo: condannato Don Rossi

Il GUP del Tribunale di Foggia, dott. Antonio Diella, ha condannato Don Nicolangelo Rossi a due anni e due mesi di reclusione, per aver molestato sessualmente A. D., difesa dall’Avv. Michele Vaira.
Proprio da una denuncia della bambina è partita l’indagine che ha condotto all’arresto del sacerdote ottantenne.
Durante il processo, il GUP ha ammesso la citazione, quali responsabili civili, della Parrocchia e dei Salesiani di Don Bosco, cui il sacerdote appartiene.
«Non ho mai avuto nessun dubbio che don Nicolangelo Rossi sarebbe stato condannato» ha dichiarato alla stampa l’avv. Michele Vaira.
Dopo il deposito della motivazione della sentenza, in cui sarà chiarito anche il ruolo nella vicenda del parroco e della Curia, sarà attivata l’azione civile per il risarcimento dei danni, il cui risultato, come dichiarato durante il giudizio, sarà devoluto interamente in beneficenza.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
14 maggio 2011

GDM 14mag11 condanna Don Rossi

POST precedenti
1) Arresto don Rossi 12 maggio 2007
2) Rinvio a giudizio Don Rossi 15 aprile 2010
3) Salesiani e Parrocchia a giudizio 23 settembre 2010
4) Richiesta abbreviato
5) Requisitoria del PM e arringhe delle parti civili

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Omicidio Marin: Corbo condannato per omicidio colposo a 6 anni

Il GUP del Tribunale di Foggia, Rita Pasqualina Curci, ha giudicato Domenico Corbo colpevole di omicidio colposo, riqualificando il reato contestato inizialmente dalla Procura (omicidio volontario).
All’esito dell’unica udienza svolta con rito abbreviato, il Giudice ha emesso una sentenza clamorosa, ribaltando il giudicato cautelare del GIP, del Riesame e della Cassazione, che aveva qualificato il reato quale omicidio volontario, seppur con diverse intensità.
Il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna a 16 anni di reclusione, ritenendo l’omicidio eseguito con dolo diretto sebbene in presenza di provocazione.
L’Avv. Michele Vaira, difensore dell’imputato, ha sostenuto la tesi dell’omicidio colposo, avallata dai propri consulenti (Gen. Luciano Garofano, Col. Giovanni Lombardi e dott. Enrico Risso).
In particolare, il difensore ha descritto l’azione delittuosa, ponendo in evidenza la chiara intenzione del Corbo di mirare ai pneumatici dell’autovettura. Tesi, questa, sostenuta fin dall’inizio e spontaneamente dal Corbo.
Il Giudice ha ritenuto tale impostazione meritevole di accoglimento, condannando il Corbo alla pena di sei anni di reclusione.
Quattro giorni dopo la sentenza, al Corbo è stata sostituita la misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
16 febbraio 2011

La Gazzetta del Mezzogiorno 16feb11

REPUBBLICA
16 febbraio 2011

Repubblica 16feb11

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
28 febbraio 2011

Scarcerazione Corbo 28feb11

ARRINGA 15 febbraio 2011


TGBLU 26 febbraio 2011


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SKY News 7 marzo 2010

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TG3 8 marzo 2010


tg-norba
TGNorba 8 marzo 2010

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Prete molestatore: chiesti 4 anni

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
15 febbraio 2011
GDM 15feb11 requisitoria PM

l’Attacco
15 febbraio 2011

L'Attacco 15feb11
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Prete molestatore: richiesta abbreviato

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
8 febbraio 2011

GDM 8feb11
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Dissequestro Bio Ecoagrim

Il Tribunale del Riesame di Foggia, all’udienza del 17 gennaio 2011, ha accolto l’istanza di riesame proposta a seguito del sequestro dell’azienda, avvenuta il 27 dicembre 2010.
Il sequestro era stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera, dott.ssa Ida Moretti, a seguito della richiesta del PM dott. Elisa Sabusco, per la presunta violazione di diverse normative in materia ambientali.
Tra le altre accuse, quella di emettere odori nauseabondi, percepiti nel territorio circostante, e di gestire l’azienda in difformità rispetto alle autorizzazioni ottenute dalla Provincia.
Le accuse più gravi erano senz’altro quella di incamerare una quantità di prodotto da trattare di circa 290.000 tonnellate, a fronte delle 83.000 annue consentite dall’autorizzazione, e di scaricare nel torrente Vulgano acque meteoriche inquinate.
Tutte le accuse sono state contestate, anche in punto di fatto, dagli Avv. Michele Vaira e Giampaolo Sechi, che hanno depositato una copiosa memoria difensiva.
In particolare, è emerso che le 293.000 tonnellate indicate dai Carabinieri non corrispondono affatto alla realtà, trattandosi di mere 74.000 tonnellate (compatibili con le autorizzazioni).
Le analisi dell’acqua scaricata nel torrente Vulgano eseguite dall’ARPA su incarico degli stessi Carabinieri, ad una attenta lettura delle norme, rientrano abbondantemente nei limiti di legge (l’informativa dei carabinieri ha preso come riferimento una tabella sbagliata, relativa allo scarico sul terreno e non in un corso d’acqua).
Gli odori emessi dall’azienda, anche grazie ai copiosi investimenti effettuati (circa 13 milioni di euro) rientrano assolutamente nei limiti consentiti dalla legge per attività analoghe.
Il Tribunale ha accolto interamente la richiesta di riesame, ordinando il dissequestro dell’azienda.
Già nel 2007 l’azienda era stata sequestrata dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera per analoghi motivi e successivamente dissequestrata dal Tribunale del Riesame di Foggia.
Anche in quel caso tutte le accuse furono ritenute insussistenti dal Tribunale.
Il sig. Chiloiro, rappresentante legale dell’azienda, dichiara:
« Sono lieto che i nostri avvocati abbiano smentito punto per punto tutte le gravi accuse ingiustamente mosse alla nostra ditta, dimostrando che i Carabinieri del NOE hanno offerto al Giudice dati e riferimenti normativi non corretti. Adesso chiederemo i danni a chi di competenza per l’ingiustificato fermo dell’attività. È grave pensare di poter ingiustamente colpire un’azienda sana, che dà lavoro a quaranta dipendenti (oltre l’indotto), sulla base di accuse del tutto infondate.
Emerge, dagli stessi atti dell’accusa, che gli odori emessi, conformi alla legge, sono semplicemente frutto della produzione, e non sono assolutamente inquinanti».


GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 19 gennaio 2011

Gazzetta del Mezzogiorno 19gen11

CORRIERE DELLA SERA
19 gennaio 2011

Corriere del Mezzogiorno 19gen11

L’ATTACCO
19 gennaio 2011
l'Attacco 19gen11

TG Telefoggia 18 gennaio 2011
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Corruzione a Peschici: revocata la misura a Casalino

Il GIP del Tribunale di Lucera, dott.sa Filomena Mari, ha revocato la misura degli arresti domiciliari emessa pochi giorni prima nei confronti di Luciano Casalino, Presidente della Commissione per l’abilitazione all’esercizio venatorio della Provincia di Foggia.
Casalino, difeso dall’Avv. Michele Vaira, pur decidendo di avvalersi della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio, ha dimostrato, tramite una memoria del suo difensore, l’assoluta insussistenza di esigenze cautelari.
L’accusa di corruzione contestata nei suoi confronti è seccamente respinta dal Casalino, che è persona assolutamente incensurata e dalla reputazione cristallina.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
5 dicembre 2010
GDM scarcerazione Casalino 15dic10
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La Corte di Assise di Foggia assolve Dinko Marinov

La Corte di Assise di Foggia ha assolto da tutte le accuse, tra cui quella di riduzione in schiavitù, Marinov Dinko, cittadino bulgaro, difeso dall’Avv. Michele Vaira. Il Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, dott. Lorenzo Lerario, aveva chiesto per Marinov una condanna a sei anni di reclusione. L’imputato Marinov ha anche subito una pesante custodia cautelare per tale reato, prima di essere scarcerato per decorrenza dei termini.
La medesima richiesta di condanna del PM è stata invece accolta per gli altri imputati Sheremetov Ivan e Ganev Gancho.
A fronte di un’indagine monolitica a carico di tutti e tre gli imputati (tutti i testimoni ascoltati dai carabinieri avevano confermato le accuse), le rogatorie all’estero disposte dalla Corte a seguito della richiesta dell’Avv. Vaira hanno scagionato il Marinov.

CORRIERE DELLA SERA ed. Puglia
20 novembre 2010

Assoluzione Marinov Corriere 20nov10
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Prete molestatore: Salesiani e Parrocchia a giudizio

Il GUP di Foggia, dott. Antonio Diella, ha emesso, nell'ambito del procedimento a carico di Nicolangelo sac. Rossi un provvedimento, senza precedenti noti in giurisprudenza, con cui ha autorizzato le parti civili costituite contro l'imputato a citare, quali responsabili civili per i fatti dell'imputato, la parrocchia ove prestata il suo ministero sacerdotale e l'Ordine di appartenenza, i Salesiani di Don Bosco.
In tale contesto storico (di ravvedimento e pentimento, espresso apertamente dal Santo Padre in più occasioni, e da ultimo nel viaggio pastorale in Gran bretagna) e giudiziario tale provvedimento, emesso da uno dei Giudici più autorevoli d'Italia, rappresenta un'affermazione di principio di straordinaria importanza, anche dal punto di vista morale.
Si stabilisce, quindi, in astratto, che le parrocchie sono responsabili per i reati dolosi, anche di natura sessuale, commessi dai propri sacerdoti.
Il Giudice, tecnicamente parlando, ha ravvisato l'"occasionalità necessaria" tra la funzione e il fatto.

L'Avv. Michele Vaira, difensore della vittima che ha dato il via all'inchiesta (che ha dimostrato la serialità delle azioni delittuose del prelato), è soddisfatto  per la decisione del Giudice:
«Una decisione giusta, che avrà conseguenze per tutti i processi futuri, fin dalla fase delle indagini preliminari. Le gerarchie ecclesiastiche, da ora in poi, sapendo che sono tenute a pagare i danni, saranno più attente a tutelare i piccoli fedeli dai pedofili piuttosto che la loro immagine da un eventuale scandalo.
Da un Giudice della caratura professionale e dallo spessore morale del dott. Diella c'era da aspettarsi una presa di posizione così avanguardista e coraggiosa, quanto giuridicamente ineccepibile.
Per mere questioni processuali i responsabili civili potranno essere estromessi dal giudizio penale (dal momento che c'è stato un incidente probatorio), ma il principio espresso dal Giudice sarà importantissimo nel successivo processo civile ».

LA REPUBBLICA
23 settembre 2010

CORRIERE DELLA SERA
23 settembre 2010


GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
23 settembre 2010

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Pesante condanna al violentatore della dottoressa

Il Tribunale di Foggia ha condannato a otto anni di reclusione Raffaele Pignatelli, responsabile dell’aggressione avvenuto nottetempo a Rignano Garganico il 30 novembre 2009 nei confronti della dottoressa che svolgeva l’incarico di guardia medica.
L’imputato è stato anche condannato al risarcimento dei danni morali e materiali subiti dalla vittima.
L’Avv. Michele Vaira, costituito parte civile per la vittima, la giovane dott.ssa G.G., ha espresso grande soddisfazione per l’esito della sentenza, giunta a pochi mesi di distanza dall’evento.
Un evento che ha scosso l’opinione pubblica di Capitanata per le particolari modalità dell’aggressione, che è rimasta nel solco del tentativo solo grazie alla strenua resistenza opposta dalla vittima.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
14 luglio 2010



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Omicidio Fasulo ad Agrigento: sopralluogo con i RIS di Messina e il Gen. Garofano

I parenti di Anna Fasulo, l’anziana donna di Cattolica Eraclea (AG) morta in circostanze misteriose, hanno nominato quale proprio legale l’Avv. Michele Vaira del Foro di Foggia.
Per la morte della signora Fasulo e per la conseguente rapina ai suoi danni è indagata Santa Mulone, sua badante nonchè concittadina, attualmente in custodia cautelare in carcere.
Unitamente al consulente della difesa delle persone offese, il gen. Luciano Garofano (già comandante del RIS di Parma), l’Avv. Michele Vaira ha partecipato al sopralluogo disposto dal PM di Agrigento, dott. Luca Sciarretta, presso l’abitazione della vittima, presunto luogo del delitto, alla ricerca di tracce di sangue e della possibile arma.
Durante il sopralluogo i RIS di Messina, con l’assistenza dell’Avv. Vaira e del suo consulente, hanno rinvenuto interessanti tracce con la sofisticata tecnica del luminol.
Per la morte della signora Fasulo sono indagati, per malpractice medica, anche il personale sanitario che ha avuto in cura la signora dopo essere stata colpita e rapinata.





GIORNALE DI SICILIA
11 giugno 2010


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Assoluzione per la Lombardi Ecologia

Aver trasbordato i rifiuti raccolti da mezzi più piccoli a quelli più grandi per poi trasferirli nella discarica non significa attrezzare il- lecitamente un’area per lo stoccaggio dei rifiuti, quindi non è un reato. L’ha stabilito il giudice monocratico del Tribunale di Foggia Antonio Buccaro, assolvendo perchè il fatto non sussiste tre imputati dall’accusa di aver effettuato in 2 località di San Giovanni Rotondo un’attività di raccolta e stoccaggio di rifiuti non pericolosi in mancanza della prescritta autorizzazione.
L’Avv. Michele Vaira, difensore della ditta “Lombardi Ecologia”, è soddisfatto per la sentenza, resa in assenza di precedenti giurisprudenziali specifici: «Il giudice ha confermato che non è necessaria alcuna autorizzazione di Provincia o Regione su terreni sui quali si effettua il semplice trasbordo dei rifiuti dai mezzi più piccoli, usati per la microraccolta, a quelli più grandi; attività che può avvenire anche nelle pubbliche strade».

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
11 maggio 2010

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"False Control", tutti assolti in appello

Dopo venti anni circa dall’inizio del procedimento penale, il Ten. Luigi Cervati e il Mar. Antonio Manniello della Polizia Municipale di Foggia sono stati assolti, con formula piena, da tutte le accuse loro rivolte, per le quali avevano subito una condanna in primo grado a tre anni di reclusione.
L’inchiesta partì nel lontano 1993 sulla base di una serie di accuse rivolte da un funzionario della Polizia Municipale di Foggia, che la Corte di Appello di Bari ha ritenuto palesemente false e calunniose, emettendo un verdetto di totale assoluzione.
Gli imputati, coraggiosamente e al solo fine di tutelare il loro buon nome, rinunciarono in primo grado alla prescrizione, già maturata per tutti i reati.
L’Avv. Michele Vaira, componente del collegio difensivo, ha espresso grande soddisfazione per la decisione della Corte di Appello, giunta dopo sette udienze.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
1 maggio 2010



Nei giorni immediatamente successivi la Corte di Appello di Bari ha depositato le severe motivazioni poste a fondamento della sentenza di assoluzione dei Tenenti Cervati e Manniello dalle accuse ad essi rivolte dalla Procura della Repubblica di Foggia.
L’Avv. Michele Vaira ha dichiarato alla stampa: «È una soddisfazione enorme constatare che la Corte ha accolto interamente e senza riserve le numerose osservazioni in punto di fatto, di diritto e soprattutto di logica che abbiamo, noi difensori, offerto alla Corte. Una soddisfazione diversa dal solito perché il processo è diverso dal solito, sia perché fondato su calunnie studiate a tavolino, e come tali difficili da smontare, sia perché i clienti avevano rinunciato alla prescrizione. Per i miei assistiti non si trattava di un processo, ma di un incubo, durato sedici anni. Qualcuno, e non solo lo Stato, dovrà pagare per tutto questo».

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
13 giugno 2010


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Richiesta di rinvio a giudizio per prete pedofilo

A distanza di 3 anni dall’arresto avvenuto l’11 maggio 2007, fissata per il prossimo 19 maggio l’udienza preliminare nei confronti del prete accusato di atti sessuali su minorenni, per le molestie avvenute nella chiesa del «Sacro Cuore».
«Siamo di fronte ad un caso scabroso» commenta l’avv. Vaira, difensore della famiglia della vittima che ha dato il via all’inchiesta «che ha sconvolto la vita della bambina e dei suoi genitori.
Apprezziamo molto il lavoro meticoloso, coraggioso e intenso del sostituto procuratore Vincenzo Maria Bafundi che partendo dalla nostra isolata denuncia ha raccolto le testimonianze di numerose vittime, e quindi accertato che non di un caso isolato di violenza si è trattato ma di un vero e proprio “vizio” dell’imputato. Duole sottolineare come il provvedimento delle gerarchie ecclesiastiche, informate e sollecitate dai miei clienti prima di adire l’autorità giudiziaria, si sia limitato a un mero trasferimento del sacerdote, in altro luogo frequentato da bambini e bambine, prima che fosse sottoposto agli arresti domiciliari. Ravviso la responsabilità, per lo meno morale, di chi non ha impedito pur potendolo fare che la vita di una bambina sia stata segnalta irrimediabilmente»

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 15 aprile 2010


REPUBBLICA 16 aprile 2010


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Truffe all'INPS, assolto funzionario Sede di Foggia

Il funzionario della Sede di Foggia dell’INPS, Giuseppe Caggese, è stato assolto dalle accuse di associazione a delinquere, truffa e falso per non aver commesso il fatto.
La sentenza è stata emessa giovedì 7 gennaio 2010 dal Giudice dell’Udienza Preliminare di Foggia, dott.ssa Rita Curci, che ha così definito il rito abbreviato.
Caggese, che rivestiva la posizione di responsabile di Sede per la liquidazione della Disoccupazione Agricola, dopo aver reso interrogatorio in data 1 ottobre 2009 (in sede di udienza preliminare), ha chiesto, con l’accordo dei suoi difensori (Avv. Michele Vaira e Avv. Ruggero Bonghi) il rito alternativo nella convinzione che l’evidenza dell’innocenza non necessitasse delle garanzie dibattimentali. La sua estraneità ai fatti è stata documentata mediante copiosa allegazione di attività investigativa svolta dai propri difensori durante le indagini preliminari.
Il PM, Rosa Pensa, aveva chiesto la condanna per tutti i reati (416, 479 e 640 c.p.) alla pena di anni due e mesi quattro di reclusione.
La parte civile costituita INPS ha chiesto la condanna e il risarcimento danni per duecentomila euro.
Tutti gli altri imputati sono stati rinviati a giudizio innanzi al Primo Collegio del Tribunale di Foggia (prossima udienza 2 marzo 2010).



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Scarcerato Giovanni Prencipe

Il Tribunale del Riesame di Bari ha scarcerato Giovanni Prencipe, condannato in primo grado nell'ambito di due diversi procedimenti ad un totale di 42 anni di reclusione.
Il Collegio Barese, chiamato a pronunciarsi a seguito della sentenza della Corte di Cassazione che aveva annullato la precedente ordinanza del Tribunale del Riesame, ha riconosciuto la "contestazione a catena", retrodatando la decorrenza dei termini di custodia cautelare al momento di emissione della prima ordinanza cautelare a carico di Giovanni Prencipe, riconoscendo pertanto il supermaneto dei termini massimi ci custodia cautelare.
L'avv. Michele Vaira, uno dei due difensori dell'imputato, soddisfatto per il (seppur tardivo) riconoscimento della fondatezza della richiesta di scarcerazione avanzata oltre un anno fa al Giudice dell'Udienza Preliminare, ha sottolineato come il provvedimento, che ha suscitato scalpore tra la pubblica opinione, è null'altro che la concretizzazione di norme di rango costituzionale, ossia la presunzione di innocenza dell'imputato fino a sentenza definitiva e l'eccezionalità della privazione della libertà prima della condanna.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 18 ottobre 2009

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Assolto Giuseppe De Lucia

La Prima Sezione della Corte di Appello di Bari ha assolto Giuseppe De Lucia dall'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti con la formula "perchè il fatto non sussiste.
De Lucia era stato condannato, in primo grado, dal GUP di Bari in sede di abbreviato alla pena di 6 anni di reclusione, venendo però assolto, in tale sede, dalla più grave accusa di associazione finalizzata al traffico di sostanza stupefacente.
L'Avv. Michele Vaira, difensore dell'imputato, pur soddisfatto per l'esito processuale (anche alla luce delle complessiva severità del giudizio di appello, che ha confermato gran parte dell'impianto accusatorio), ha sottolineato con amarezza come il De Lucia abbia subito olttre quattro anni di misure cautelari, per la maggior parte di tipo detentivo, a fronte di un materiale accusatorio totalmente privo di consistenza.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 18 ottobre 2009
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Funzionario Winkelmann assolto da tutte le accuse

Lo stabilimento di Foggia della Winkelmann Mineraria fu sottoposto a sequestro preventivo il 2 dicembre 2004 a seguito di una denuncia di alcuni sindacalisti per la asserita presenza di amianto.
All’atto del sequestro, i Carabinieri del NOE, intervenuti insieme alla Polizia Provinciale, contestarono al titolare e al dipendente di grado più alto diversi reati ambientali, tra cui le emissioni in atmosfera e lo scarico illecito di acque reflue industriali nel canale di bonifica onc e nel sottosuolo.
Il sequestro fu mantenuto per circa sei mesi, durante i quali, pur affermando la regolarità della propria condotta e delle proprie autorizzazioni, la Winkelmann ha rispettato tutte le prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria, ottenendo il dissequestro.
A seguito delle indagini preliminari, il titolare e un dipendente della Winkelmann sono stati tratti a giudizio per tutti i reati contestati, ad eccezione di quello relativo alla presenza illecita di amianto, esclusa con certezza già dal PM nella fase preprocessuale.
Il giudizio si è sdoppiato a seguito di una eccezione difensiva sulla formulazione di una delle imputazioni alla prima udienza dibattimentale. Entrambi i processi si sono conclusi con sentenza di primo grado.
Il Giudice monocratico dott.ssa Elena Carusillo, all’udienza del 12 febbraio 2009, ha emesso la sentenza per i reati relativi alle immissioni in atmosfera (che ha comportato le maggiori difficoltà per l’azienda in prospettiva del dissequestro), allo scarico delle acque reflue industriali e alla gestione dei presunti rifiuti.
Il dott. Giacomo Forte, all’udienza del 28 settembre, invece, ha emesso la sentenza per il reato relativo alla gestione delle acque meteoriche.
Il complessivo esito processuale ha sancito la palese infondatezza di quasi tutte le accuse nei confronti dell’azienda, soprattutto di quelle più gravi (presenza di amianto, immissioni in atmosfera): il dipendente Winkelmann, definito (dall’accusa) responsabile dello stabilimento di Foggia, Ing. Modesto Chiappinelli, è stato assolto con formula piena da tutte le accuse, mentre l’unica condanna (a pena sospesa) è stata emessa nei confronti del titolare dell’azienda per il solo capo di imputazione relativo alla gestione di presunti “rifiuti” (in realtà sottoprodotti di lavorazione, assolutamente inerti e non nocivi, stoccati da molto tempo in uno dei piazzali dell’azienda e smaltiti poche settimane dopo l’avvenuto sequestro).
L’Avv. Michele Vaira, difensore di entrambi gli imputati, molto soddisfatto per aver smontato il castello accusatorio, ha comunque presentato appello per il titolare dell’azienda avverso la sentenza di primo grado, sostenendo la non corretta qualificazione quale rifiuto dei sottoprodotti. Il reato, in ogni caso, risulta ormai prescritto.




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"Oil for Food" - prima assoluzione in Europa

Il GUP del Tribunale di Milano, dott. Claudio Castelli, all'esito del giudizio abbreviato a carico della ditta Medis e della sua titolare nell'ambito del procedimento "Oil for Food", ha emesso sentenza di assoluzione per tutti i reati contestati con la formula "perchè il fatto non sussiste".
La Commissione Indipendente dell'ONU che ha svolto l'indagine "Oil for Food" (che consta di migliaia e migliaia di documenti, poi trasmessi alla Procura di Milano) contestava a numerose ditte di tutto il mondo di aver corrisposto "kickbacks" (tangenti), sotto forma di "after sale services" a funzionari iracheni nei primi anni duemila, allorquando l'Iraq era sottoposto ad embargo.
I difensori della Medis, gli avvocati Luigi Paganelli e Michele Vaira, hanno sin dall'inizio sostenuto, e successivamente dimostrato in giudizio, l'assoluta estraneità della Medis allo schema corruttivo.
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Omicidio Valente - pena ridotta a 8 anni in appello

La Corte d'Assise d'Appello di Bari ha ridotto ad otto anni di reclusione la pena nei confronti di Maria Assunta Rizzi, la donna che il 9 agosto 2007, uccise con una coltellata al fianco destro il marito Michele Valente.
La Corte ha concesso all'imputata l’attenuante della provocazione, così come invocato dalla difesa fin dal primo grado di giudizio e come richiesto nei motivi di appello. In primo grado, la Rizzi era stata condannata a nove anni e 4 mesi di reclusione. In quella circostanza venne rimarcato dalla difesa il contesto famigliare molto litigioso, un rapporto difficile fin dai primissimi anni di matrimonio.
La signora Rizzi è agli arresti domiciliari dalla fine del 2008.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 27 maggio 2009



CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 27 maggio 2009



TG Blu 26 maggio 2009


TG Erre 26 maggio 2009
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Assolto Ivan La Fratta dall'accusa di omicidio mafioso

La Corte di Assise di Foggia, dopo 132 udienze dibattimentali del procedimento “Iscaro - Saburo” ha assolto Ivan La Fratta dall’accusa di omicidio aggravato per non aver commesso il fatto con formula piena.
Il dispositivo è stato letto alle ore 13 del 9 marzo 2009.
È stata, quindi, accolta la tesi difensiva sostenuta fin dal primo momento, secondo cui il La Fratta, al momento dell’omicidio, si trovava a Rimini, e non già a San Giovanni Rotondo, luogo dell’omicidio.
Nonostante la difesa abbia, durante le indagini preliminari e nel corso del processo, dimostrato attraverso documenti, testimonianze e riscontri raccolti durante le indagini difensive, l’assoluta innocenza del La Fratta, la pubblica accusa della DDA aveva chiesto, in sede di requisitoria, la pena dell’ergastolo.
La saggezza della Corte di Assise ha dato ragione al grido di innocenza levato con sobria fermezza dalla difesa, aprendo le porte ad una congrua riparazione per l’ingiusta detenzione subita dal La Fratta (oltre quattro anni di custodia in carcere).

ARRINGA


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(per gentile concessione Foto Cautillo)

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(per gentile concessione Foto Pipino)

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 10 marzo 2009

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Servizio TG3





Servizio TG Norba


Servizio TG Blu


Servizio TG Teleradioerre


Servizio TG Telefoggia
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Patteggia 4 anni Cariati Caterina

Patteggia a 4 anni di reclusione Caterina Cariati, accusata di tentato omicidio, lesioni gravi e maltrattamenti nei confronti del figlio di soli 5 mesi.
Il padre del bambino, che ha riportato lesioni permanenti, si è costituito parte civile con l’Avv. Michele Vaira


TGNorba 9 febbraio 2009



TG Teeradioerre 9 febbraio 2009
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Via delle Frasche: archiviato proc. contro residenti

Numerosi cittadini foggiani residenti in Via delle Frasche, vittime dei danni conseguenti al noto crollo della palazzina, venivano denunciati dal Comune di Foggia alla Procura della Repubblica per non aver ottemperato l’ordinanza sindacale n. 1/2007 con la quale era stato loro imposto – quali proprietari delle abitazioni di Via della Frasche – di provvedere ad horas (ovvero immediatamente e senza indugio alcuno) alla rimozione, a proprie cure e spese, di tutte le parti pericolanti degli immobili interessati dal crollo avvenuto nella suddetta zona in data 24 novembre 2004.

La predetta ordinanza, impugnata innanzi al TAR Puglia, veniva annullata dalla predetta Autorità Giudiziaria che riteneva del tutto insussistenti i requisiti di cui all’art. 54 TUEL.

Nonostante il Comune di Foggia proponesse appello avverso tale provvedimento, l’adito Consiglio di Stato in sede giurisdizionale dichiarava l’appello “improcedibile”.

Posta all’attenzione dell’organo inquirente, tramite un’ampia e articolata memoria difensiva dell’Avv. Michele Vaira, la sentenza del Consiglio di Stato, questa estate veniva finalmente richiesta dal PM, e disposta dal GIP in sede, l’archiviazione del relativo procedimento penale.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
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Assolto Armando Li Bergolis da estorsione

Nel maggio del ’97 Libergolis Armando veniva denunciato dal titolare di un noto ristorante di Mattinata perché, a suo dire, questi aveva cominciato a frequentare abitualmente il suo locale e, dopo aver consumato i pranzi, si rifiutava di pagare, pretendendo di essere servito gratuitamente.
Inoltre, asseriva che il Libergolis avrebbe altresì preteso da lui la somma mensile di £. 500.000 quale “parcella” per godere della sua protezione.
Al Libergolis venivano contestati diversi episodi di estorsione aggravata e, a seguito di una nutrita istruttoria dibattimentale e dell’ascolto di diversi testi, la Seconda Sezione penale del Tribunale di Foggia (Diella, Forte, Di Palma), alla presenza del PM Petrilli, assolveva l’imputato, difeso dall’Avv. Michele Vaira, perché il fatto non sussiste. 
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 19 ottobre 2008

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Via delle Frasche: il Consiglio di Stato conferma

Il Consiglio di Stato, decidendo la causa discussa all’udienza del 17 giugno 2008, ha rigettato l'appello del Comune di Foggia avverso l’ordinanza del TAR di sospensione dell’ordinanza sindacale con la quale si intimava ai residenti di Via delle Frasche di provvedere, ad horas e a proprie spese, alla demolizione degli edifici pericolanti e la bonifica dell'area circostante.
La decisione del Consiglio di Stato, ha accolto l'eccezione di inammissibilità dell'impugnazione, ha messo la parola fine ad una vicenda che, per i residenti di Via delle Frasche, aveva ormai assunto contorni surreali.
Grande soddisfazione è stata espressa dal collegio difensivo (Avv. Carlo Nobile, Avv. Gianluca Guastamacchio, Avv. Tiziana Manta, Avv. Luigi Sorace, Avv. Michele Vaira), che ha visto riconosciuta dal Supremo Collegio Amministrativo la bontà delle proprie argomentazioni.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 12 luglio 2008



TGBLU 29 ottobre 2007


TG TELERADIOERRE 29 ottobre 2007
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Prosciolto finanziere nell'operazione "Veleno"

Il GUP di Bari, dott. Domenico De Benedictis, all’udienza preliminare dell’8 luglio 2008, ha prosciolto conformula piena (425, 1° comma c.p.p.) perchè il fatto non sussiste il finanziare Giovanni Borea, accusato di associazione a delinquere e altri gravi reati fine (contrabbando, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni) nell’ambito del procedimento denominato “Veleno”.
Il finanziere, che ha sempre protestato la sua assolutà estraneità ai fatti, ha subito sei mesi di custodia cautelare in carcere e un mese di arresti domiciliari.
La coraggiosa decisione del GUP, di ritenere inutile il dibattimento (alla luce della evidente innocenza del Borea) pur in presenza di un giudicato cautelare negativo, ha aperto la strada per una richiesta di un consistente risarcimento danni per ingiusta detenzione
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Omicidio Valente Trinitapoli - Rizzi condannata a 9 anni e 4 mesi

Maria Assunta Rizzi, moglie di Valente Michele, operaio di Trinitapoli uccisio lo scorso 9 agosto 2007, è stata condannata a 9 anni e 4 mesi di reclusione.
Il GUP di Foggia, dott.ssa Rita Curci, ha concesso le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti.
Gli Avvocati Michele Vaira e Maddalena Manniello, difensori della sig.ra Rizzi, pur moderatamente soddisfatti dell’esito della sentenza, ricorreranno in appello per veder riqualificato il reato come omicidio preterintezionale e riconosciuta l’attenuante della provocazione.
I difensori hanno dato atto al Pubblico Ministero, dott.ssa Lidia Giorgio, di aver svolto un eccellente lavoro investigativo, anche su sollecitazione della difesa, che ha consentito la precisa ricostruzione dei fatti e delle circostanze in base ai quali è maturato il delitto.


TGErre 4 luglio 2008


TGNorba 4 luglio 2008




CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 4 luglio 2008

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GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 4 luglio 2008

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Scarcerazione boss del Gargano

Nel commentare la notizia, di grande rilievo a livello nazionale, della scarcerazione per decorrenza termini di alcuni imputati del processo “Iscaro - Saburo” a carico della cd “mafia garganica”, l’Avv. Michele Vaira ha sottolineato l’impegno della Corte di Assise, la collaborazione di tutti gli avvocati difensori e rimarcato che i principali danneggiati dalla lunghezza del processo sono proprio gli imputati, che hanno diritto ad una sentenza in tempi ragionevoli.
L’enormità della mole di intercettezioni da trascrivere con perizia nel processo ha impedito la conlcusione del dibattimento di primo grado entro tre anni dal rinvio a giudizio, il che ha comportato la scarcerazione di tutti gli imputati.

CORRIERE DELLA SERA
26 giugno 2008












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Assolto Giuseppe Pacilli dal tentato omicidio di Potenza

Giuseppe Pacilli, condannato dal Tribunale di Foggia a 16 anni di reclusione per tre tentativi di omicidio nei confronti di Potenza Giovanni, è stato assolto per tali gravi reati dalla Corte di Appello di Bari, che ha qualificato i fatti come violenza privata.
La Corte di Appello di bari ha anche scarcerato l’imputato.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 25 giugno 2008

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Assolti a Frosinone tutti i tifosi del Foggia

Il Tribunale di Frosinone, all'udienza del 19 settembre 2007, ha emesso la sentenza nel procedimento relativo agli scontri avvenuti il 10 marzo 2002 tra i tifosi del Foggia e del Frosinone, durante i quali numerosi agenti di polizia rimasero feriti.
Al termine di una lunga istruttoria dibattimentale, ha condannato 8 tifosi del Frosinone (altri sono stati condannati nel rito abbreviato) e assolto tutti e sei i tifosi del Foggia imputati, difesi dall'Avv. Michele Vaira, per i quali il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna in sede di requisitoria.


28 settembre 2007

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Sospesa ordinanza del Comune su Via delle Frasche

Il Comune di Foggia, con ordinanza 1/2007, imponeva ai residenti di Via delle Frasche di provvedere AD HORAS (immediatamente e senza indugio alcuno) alla rimozione di tutte le parti perciolanti degli immobili interessati dal crollo avvenuto a seguito della deflagrazione avvenuta in data 24 novembre 2004, nonché alla bonifica dell’intera zona.
Gli Avvocati Gianluca Guastamacchio, Luigi Sorace e Michele Vaira, quali rappresentanti legali delle famiglie incise da tale provvedimento, diffidavano il Comune affinchè revocase tale ordinanza, palesemente illegittima, arbitraria ed ingiusta nei confronti dei predetti cittadini.
Il Comune di Foggia non provvedeva ad alcuna revoca e, tramite la Polizia Municipale di Foggia, denunciava penalmente tali cittadini per violazione dell’art. 650 c.p.
Gli stessi avvocati, nel mese di agosto, hanno impugnato la suddetta ordinanza innanzi al TAR Puglia, argomentandone ampiamente la palese illegittimità, motivata dalla contraddittorietà della motivazione, dalla carenza dei presupposti, indefettibili, dell’urgenza, della prova del danno o del pericolo per l’incolumità pubblica, e della previa istruttoria.
In pratica, il Comune, senza aver svolto alcuna perizia sugli edifici e sulla base di pseudogiustificazioni, aveva imposto un notevole ed ingiustificato sacrificio alle famiglie, alcune delle quali mai in precedenza nemmeno convocate, giungendo addirittura a denunciarle penalmente.
Il Tar Puglia, riunitosi il 12 settembre a seguito della richiesta di fissazione urgente dell’udienza da parte dei difensori, ha accolto tutte le richieste dei difensori, e in particolare ha disposto la sospensione di efficacia dell’ordinanza impugnata.
La motivazione definisce il provvedimento del Comune "contraddittorio e privo dei requisiti di legge".

  





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Denunciati i residenti di Via delle Frasche


I residenti di Via delle Frasche sono stati denunciati per inosservanza dell'obbligo, imposto dall'Autorità Comunale, di abbattere a proprie spese gli edifici interessati dal Crollo di Via delle Frasche.
L'Avvocato Michele Vaira, che assiste alcuni degli indagati, ha manifestato forti perplessità sulla fondatezza di tale denuncia.


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Via delle Frasche: discussa opposizione

L'Avv. Michele Vaira, unitamente agli altri colleghi del collegio difensivo delle vittime, ha discusso innanzi al Giudice Enrico Di Dedda l'opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura per il disastro di Via delle Frasche a Foggia.
Il GIP ha consentito alla difesa dell'indagato di presentare ulteriori memorie scritte entro il 15 luglio, e alla difesa delle persone offese entro il successivo 30 luglio 2007.
La decisione verrà presa dopo la scadenza di tali termini.

  



  


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Arresto Don Nicolangelo Rossi per pedofilia

L'Avv. Michele Vaira patrocinerà gli interessi dei genitori della bambina, persona offesa nel procedimento a carico di don Nicolangelo Rossi, sacerdote accusato di molestie sessuali, arrestato di recente dalla Squadra Mobile di Foggia.
I genitori della minore hanno chiesto all'Avv. Michele Vaira di costituirsi parte civile nell'instaurando processo, al fine di devolvere l'intero risarcimento in favore del Telefono Azzurro.





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Crollo di Via delle Frasche a Foggia

L'Avv. Michele Vaira ha preannunciato la presentazione di una opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dal Procuratore Capo Dott. Vincenzo Russo e dal Sostituto dott. Fabio Buquicchio nell'ambito del procedimento a carico di un funzionario dell'Amgas di Foggia indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo.
L'inchiesta nacque a seguito del crollo di diverse palazzine avvenuto il  20 novembre 2004.
I dettagli nell'intervista rilasciata al TG Blu.

   

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Denuncia del Manchester Utd contro la Polizia Italiana

L'Independent Manchester United Supporters Association ha conferito all'Avv. Michele Vaira l'incarico di agire penalmente e civilmente contro la Polizia Italiana e il Ministero degli Interni per i gravissimi episodi di violenza di cui sono stati vittima gli inglesi da parte degli agenti presenti allo stadio olimpico di Roma il 4 aprile 2007.
Nell'assolvimento del prestigioso incarico internazionale, l'Avv. Michele Vaira, in collaborazione con Colin Hendrie, ha collezionato numerosi filmati e fotografie che provano l'inaudita e ingiustificata violenza usata nei confronti di inermi e pacifici supporters della squadra inglese.
Sono state raccolte, durante le indagini difensive, decine e decine di dichiarazioni da parte di testimoni oculari dell'accaduto.
La vicenda, come è noto, ha avuto grande risalto internazionale, e ha coinvolto le diplomazie dei due paesi.
La pubblicazione dei documenti video da parte dell'Avv. Michele Vaira ha indotto il prefetto di Roma Achille Serra, che in un primo momento, durante un'apposita conferenza stampa, aveva legittimato e difeso l'operato di tutta la Polizia, ad ammettere che gli abusi vi sono stati.
L'Avvocato Michele Vaira è stato intervistato, in particolare, dal TG1 delle 20 di martedì 24 aprile 2007, e dalla BBC Radio 5, che diffonde i suoi programmi in tutto il mondo.

  





BBC Radio Five Live

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La rassegna stampa completa relativa al caso è contenuta in un'apposita pagina del sito.

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Assoluzione Mbacke Khasse, picchiato dalla polizia municipale

Il sig. Mbacke Khasse, nato a Darou Mousty (Senegal) il 30 ottobre 1983, da alcuni anni nel nostro Paese, la sera del 30 agosto 2004 veniva tratto in arresto da agenti della polizia municipale di Foggia per i reati di vendita abusiva di supporti magnetici contraffatti, di rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale, nonché di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali a loro danno.

Numerosi cittadini denunciarono da subito, con lettera nominativamente sottoscritta ed indirizzata al Prefetto, al Sindaco, al Comandante dei Vigili Urbani, nonché agli organi di informazione, quale era stata la “reale” e “barbara” dinamica dell’avvenuto arresto, sottolineando che, differentemente dalla versione “ufficiale”, il ragazzo senegalese, visibilmente impaurito, non aveva opposto alcuna resistenza attiva, ma al contrario aveva ricevuto immotivatamente un violentissimo colpo in pieno viso da uno degli agenti operanti, con immediata e copiosa fuoriuscita di sangue dall’occhio sinistro.

Il processo a carico del sig. Mbacke, difeso di fiducia dall’Avv. Michele Vaira, è iniziato in data 26 ottobre 2004 innanzi al Tribunale di Foggia ed, in seguito ad una nutrita attività istruttoria (13 udienze dibattimentali) in cui sono stati ascoltati non solo i vigili che operarono l’arresto, ma anche alcuni dei cittadini che assistettero alla scena e sottoscrissero la lettera di denuncia agli organi istituzionali, nonché il medico che avrebbe visitato e repertato le “presunte”, quanto “inconsistenti”, lesioni fisiche lamentate dai vigili, si è concluso in data 14 marzo 2007 innanzi al Giudice dott. Sergio Casarella, il quale ha assolto il sig. Mbacke da tutti i reati contestatigli con formula piena.Il Pubblico Ministero ne aveva richiesto la condanna a sei mesi di reclusione.

Il sig. Mbacke ha riportato serie lesioni fisiche, con postumi permanenti, da tale sciagurata vicenda, ed ora che è stata ristabilita la reale dinamica dei fatti, è intenzionato ad avanzare una legittima richiesta di risarcimento al Comune di Foggia per i danni ingiustamente subiti.

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Omicidio colposo Wardi Abderrahim

  



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Omicidio Caporale Trani - condanna Nicolina Ceres


La signora Nicolina Ceres è accusata dalla Procura della Repubblica di Trani dell'omicidio premeditato del marito, Caporale Sabino, avvenuto il 18 dicembre 2005.

La signora Ceres, arrestata pochi giorni dopo l'omicidio, rea confessa, ha scelto, su suggerimento del suo difensore, di essere giudicata con il rito abbreviato, celebrato innanzi al Giudice dell'Udienza Preliminare Cons. Maria Teresa Giancaspro, che ha emesso la sentenza il 21 febbraio 2007.

Il Pubblico Ministero, al termine della sua dura requisitoria svolta il 6 febbraio 2007, ha chiesto per la Ceres una condanna a trenta anni di reclusione, il massimo previsto in relazione al reato commesso e al rito prescelto.

L'avv. Michele Vaira, dopo una lunga ed appassionata arringa, durante la quale ha sostenuto la sussistenza delle attenuanti generiche e della provocazione, ha chiesto ed ottenuto dal Giudice una condanna a soli 16 anni di reclusione.

Di fondamentale importanza, ai fini del risultato, si sono rivelate le indagini svolte dalla difesa, che hanno dimostrato un clima di costante maltrattamento, da parte del marito, subito dalla donna e dai due figli.

Tali elementi, unitamente al comportamento processuale dell'imputata, hanno consentito al Giudice di concedere all'imputata le circostanze attenuanti, giudicate equivalenti alla lunga premeditazione, e di irrogare una pena ampiamente inferiore a quella richiesta dal Pubblico Ministero. 

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