Ex Distretto Militare: La Corte dei Conti accoglie la tesi difensiva dei dirigenti comunali


Con provvedimento del 22 novembre 2018, la Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale per la Regione Puglia, ha accolto, in sede di reclamo, le tesi difensive dei dirigenti del servizio Lavori Pubblici del Comune di Foggia.

La vicenda nasce a seguito dello sgombero dell’Ex Distretto Militare di Foggia. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia accusò i tre dirigenti di aver favorito gli occupanti “ingannando” il servizio finanziario con determine di pagamento delle utenze non recanti i dettagli della fornitura.
Un’accusa totalmente gratuita, così come stabilito dal Tribunale del Riesame di Foggia con ordinanza del 20 dicembre 2016, successivamente confermata dalla Cassazione.

Sulla base della medesima accusa, la Procura della Corte dei Conti ha chiesto ed ottenuto, il 22 maggio 2018, un decreto di sequestro conservativo nei confronti dei tre dirigenti, confermato dalla successiva ordinanza monocratica del 21 giugno 2018 (depositata il 16 ottobre 2018).

A seguito del reclamo proposto dagli Avvocati Michele Vaira e Francesco Paolo Bello, la Corte dei Conti, in composizione collegiale, ha accolto in pieno la tesi difensiva, ampiamente suffragata da prove documentali, secondo la quale i tre dirigenti si sono limitati ad eseguire la volontà dell’Ente.

Nella motivazione si legge: «dalla documentazione in atti già dal primo grado, e qui riproposta dai reclamanti, si evince la risalente conoscenza, da parte del comune di Foggia, della situazione di perdurante accollo a sè dei costi delle utenze delle famiglie occupanti l’ex caserma, di guisa da non sembrare sussistere, perlomeno in sede di sommaria delibazione, quel doloso occultamento del danno».
Il Tribunale fa proprie alcune considerazioni della difesa:
a) i predetti sequestrati, in qualità di dirigenti illo tempore del settore ll.pp. del comune di Foggia, pare non aver fatto altro che dare continuità ad una volontà politica chiaramente e già ab origine intesa ad accollarsi siffatti oneri, come evidenziato dallo stesso Tribunale del Riesame di Foggia, giusta ordinanza del 20.12.2016 (cfr., in particolare, pag. 5), che, in sede di impugnazione de libertate, nell’ambito del proc. pen. n. 3198/15, da cui ha preso abbrivio la presente procedura, ha escluso anche il dolo del delitto di truffa (reato, poi, neanche più formulato in sede di chiusura di indagini preliminari);
b) alcune determine di liquidazione, già dal 2004, contrariamente a quanto sostenuto dalla Procura e ritenuto dal primo giudice, indicano chiaramente natura e finalità della liquidazione (vedasi, ad esempio, le determinazioni dirigenziali nn. 107 e 1566 del 2004 e gli attestati di copertura finanziaria della determina n. 298/07: doc. 5-7 della produzione dei reclamanti);
c) la deliberazione di c.c. n. 195/2005, di approvazione del piano alloggi popolari, reca, nei suoi allegati, l’indicazione della situazione degli occupanti abusivi dell’ex caserma, con oneri a carico del bilancio comunale.

L’Avv. Michele Vaira ha dichiarato: «Dopo l’iniziale stupore per l’avvio del procedimento nonostante un chiarissimo giudicato cautelare positivo in sede penale, e la frustrazione sofferta per la prima ordinanza, che aveva bypassato quelle che ritenevo (e che oggi la Corte ritiene) insuperabili argomentazioni e allegazioni difensive, il provvedimento di oggi restituisce giustizia e serenità) ai miei assistiti e prestigio alla giurisdizione della Corte dei Conti.
Si tratta di un procedimento in cui, purtroppo, le garanzie difensive sono ridotte all’osso, e la regola di giudizio, così come interpretata dalla giurisprudenza della Corte, estremamente sfavorevole per chi vi è sottoposto.
È importante riflettere sui danni che tali procedimenti producono sul buon andamento della Pubblica Amministrazione. Oggi un dirigente, per paura di dover rispondere fra molti anni di danno erariale, ci pensa mille volte prima di mettere una firma.
Quando, poi, in casi come questi, la Procura attribuisce in modo del tutto gratuito la componente del dolo, ci si deve difendere di atti compiuti dieci anni prima, con enorme difficoltà di articolare le proprie difese».

Gazzetta del Mezzogiorno 6 dicembre 2018 
Attacco 6 dicembre 2018

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RIstrutturazione Teatro Giordano: tutti prosciolti


Il GUP del tribunale di Foggia, Carmen Corvino, ha prosciolto in udienza preliminare i titolari della Ra.Co. e altri pubblici funzionari dall'accusa di truffa aggravata e frode in pubbliche forniture per la vicenda, dal notevole clamore mediatico, relativa alla ristrutturazione del Teatro "U. Giordano" di Foggia.
La sentenza giunge al termine di un'articolata fase processuale, durata circa due anni, in cui il giudice ha disposto, ai sensi dell'art. 422 c.p.p., una perizia tecnica redatta dall'Ing. Francesco Paolo Padalino.

L'Avv. Michele Vaira, difensore del legale rappresentante della ditta, ha espresso soddisfazione per l'esito processuale:
«Diamo atto al Giudice di aver preso una decisione giusta e, in un certo senso, coraggiosa. Dapprima affidando a un perito di riconosciuta indipendenza e onestà intellettuale l’incarico di verificare, dal vivo e non sulle carte, l’esatto adempi- mento degli obblighi contrattuali; successivamente, di riconoscere l’inutilità del dibattimento, evitando ai miei clienti, oltre al danno, anche la beffa di subire un lungo processo.
Abbiamo atteso pazientemente questo momento, collaborando lealmente con l’Autorità Giudiziaria per l’accertamento della verità. La nostra fiducia è stata ben riposta».

Gazzetta del Mezzogiorno 14 dicembre 2017
  
l'Attacco 14 dicembre 2017










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Occupazione Distretto Militare: la Cassazione conferma l'insussistenza delle accuse

Anche la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la tesi difensiva, già accolta dal Tribunale del Riesame, dell'assoluta correttezza della condotta dei dirigenti del Comune di Foggia in relazione alla vicenda "Distretto Militare".
È lecito, a questo punto, attendersi una richiesta di archiviazione delle pesanti accuse rivolte nei confronti dell'Arch. Corvino e degli altri dirigenti coinviolti.

Gazzetta del Mezzogiorno 1 dicembre 2017
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Truffa all'ASL: assolto Gianluca Bruno

Il Tribunale di Foggia, all'udienza del 30 novembre 2017, ha assolto, con la formula più ampia, Giovanni Gianluca Bruno (amministratore delegato della medical Shuttle) dalle accuse di associazione per delinquere e truffa aggravata.
La sentenza assolutoria giunge dopo una fase dibattimentale durata circa quattro anni (66 udienze), nonostante la richiesta di condanna formulata dal Pubblico Ministero.


Gazzetta del Mezzogiorno 30 novembre 2017

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Perizia psichiatrica per Cantatore

Il gup Domenico Zeno ha detto «sì» alla richiesta dell’avvocato difensore Michele Vaira di disporre una perizia psichiatrica per Tommaso Cantatore, foggiano di 57 anni, in cella dal 31 agosto scorso con l’accusa di aver tentato di uccidere due giorni prima un nipote, esplodendogli contro 2 colpi di pistola andati a vuoto.

«Il mio assistito ha gravi problemi già certificati dal consulente medico della difesa, problemi peraltro acuiti dall’essere stato curato con farmaci sbagliati: ecco perché» spiega l’avv. Vaira «ho chiesto al gup il processo abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica, richiesta accolta dal giudice».
Gazzetta del Mezzogiorno 14 novembre 2017
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Far West Eolico - tutti assolti


Il Tribunale di Foggia ha assolto con formula piena i funzionari dei Comuni di Rocchetta (Mastropietro Angelantonio) e Biccari (Luisi Fedele) dall’accusa di aver emesso provvedimenti illegittimi al fine di favorire gli imprenditori della Fortore Energia Antonio Salandra e Michele Ferringo (anch’essi imputati) nella costruzione di un parco eolico in Capitanata.
L’inchiesta era nata dalla denuncia, sostenuta dalla Lipu, di un imprenditore (Tilli Donato) che non è riuscito ad ottenere alcuna autorizzazione per la creazione di ana- loghe installazioni.
Anche il Gestore dei Servizi Elettrici si era costituito parte civile nel procedimento.
L’Avv. Michele Vaira, difensore della Fortore e dei due dirigenti comunali, afferma: «Il Tribunale ha compreso che l’azione dei denuncianti costituiva il mero – e disperato – tentativo di trasformare il processo penale nel terzo grado di giudizio amministrativo, che fino a quel momento aveva dato pienamente ragione alla Fortore Energia in ogni sede, cautelare e di merito. I miei assistiti hanno creato occupazione, prodotto energia pulita, nel rispetto di tutte le (complesse) normative del settore, giungendo a collezionare finanche 32 autorizzazioni per ogni singola installazione. I dirigenti comunali hanno ottenuto, nell’interesse delle rispettive popolazioni, le più alte royalties di tutto il territorio nazionale, e in cambio hanno subito un continuo stalking amministrativo e giudiziario. Abbiamo atteso pazientemente anche questo snodo processuale, senza mai reagire alle continue provocazioni, ora parte una intensa fase di risarcimenti nei confronti di quanti, in questi anni, hanno sistematicamente diffamato e calunniato i miei assistiti»

Gazzetta del Mezzogiorno 27 aprile 2017

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Annullato il sequestro dei beni dei dirigenti

Il Tribunale del riesame di Foggia, con provvedimenti del 30 novembre e del 12 dicembre 2016, ha annullato il sequestro dei beni operato nei confronti dei dirigenti del Servizio Lavori Pubblici ritenuti responsabili di truffa ai danni del Comune.

L'Avv. Michele Vaira, difensore dell'Arch. Corvino, ha dichiarato alla stampa: «Il primo dato che salta agli occhi è l'insostenibilità giuridica dell'accusa. Entrando nel merito delle accuse, va precisato che all’epoca dei fatti il mio assistito non era dirigente del servizio lavori pubblici ma solo funzionario: ha liquidato bollette sulla base di una istruttoria fatta da altri servizi del Comune. Lui non aveva la possibilità di verificare a che tipo di utenza si ricollegassero ed a che a titolo venissero pagate. Era compito di altri uffici e servizi valutare se l’occupazione fosse legittima o meno, e quindi attivarsi per rimuovere lo status quo. L’accusa ipotizza de- libere fatte ad arte per dissimulare la vera situazione: la realtà è che il dirigente addetto sapeva soltanto dell’esistenza di bollette in- testate al Comune per allacci e contratti fatti da altri servizi comunali, sulla scorta di decisioni politiche e tecniche che veniva adottate - voglio ribadirlo - da altri: non poteva non firmare i mandati di pagamento altrimenti avrebbe corso il rischio di causare un danno erariale».


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Assoluzione ex sindaco Mongelli per omissione lavori Tribunale

Il GIP Marco Ferrucci ha assolto perché il fatto non sussiste il sindaco Franco Landella, 50 anni; l’ex sindaco Giovanni Mongelli, 59 anni; e gli ingegneri Fernando Antonio Biagini e Potito Belgioioso, ex dirigente e attuale dirigente del servizio lavori pubblici del Comune.
Erano accusati di omissione di atti d’ufficio in relazione ad alcuni lavori da eseguire a Palazzo di Giustizia e/o alla mancata risposta alla richiesta del ministero su opere di messa in sicurezza del Tribunale foggiano.
Il GUP, in sede di abbreviato, ha accolto la tesi dell'Avv. Michele Vaira, difensore di Mongelli: il Comune, sia sotto la guida di Mongelli del precedente governo cittadino sia sotto quella attuale di Landella, si è sempre attivato per venire incontro alle esigenze del Palazzo di Giustizia, ma ha dovuto fare i conti con la crisi e la mancanza di fondi; soprattutto non c’è stato alcun dolo nel comportamento dei sindaci e dei dirigenti comunali, presupposto fondamentale per la sussistenza del reato; e inoltre il reato di omissione di atti d’ufficio tutela i rapporti tra il cittadino e l’ente, non certo quello tra due pubbliche amministrazioni come nel caso in questione.


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Assoluzione per "Meridiana srl" - nessuna corruzione per ampliamento hotel

Assolti gli 11 imputati (dieci «fisici» e una società edile) nel processo per una presunta corruzio- ne di quasi 230mila euro, finalizzata al rilascio a favore della «Meridiana srl» di una variante al piano regolatore che consentì di ampliare un complesso da destinare a «residenze turistico alberghiere» in corso del Mezzogiorno. I 10 imputati sono accusati a vario titolo di corruzione, falso, abuso in atti d’ufficio, riciclaggio e favoreggiamento: il PM chiedeva 10 condanne con pene da 5 mesi a 3anni; e una sanzione di 77mila euro euro per la società, difesa dall'Avv. Vaira.

L’avv. Michele Vaira legale della società «Meridiana srl» rimarca«che la società ha sempre avuto fiducia nell’esito del processo: ogni operazione realizzata fu affidata a professionisti di elevato spes- sore e tutto si è svolto alla luce del sole».

Gazzetta del Mezzogiorno 15 aprile 2016

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Condanna definitiva per Don Nicolangelo Rossi

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della difesa e reso definitiva la condanna ad un anno e 6 mesi di don Nicolangelo Rossi, 85 anni, originario di Pesco Sannita in provincia di Benevento, fino al 2006 vice parroco nella chiesa del «Sacro Cuore» di Foggia, riconosciuto colpevole di aver molestato in chiesa una bambina, per fatti avvenuti nel confessionale della parrocchia al rione Candelaro nell’estate del 2006.



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Condannato Avvocato Federici

All'udienza del 15 maggio 2015, il Tribunale Monocratico di Foggia, in persona della dott.ssa Rita Pasqualina Curci, ha emesso la prima sentenza di condanna nei confronti dell’Avv. Rosa Federici, tratta in giudizio per il reato di truffa e appropriazione indebita.
Il giudice, accogliendo la richiesta del PM e delle parti civili, ha condannato l’Avv. Rosa Federici alla pena di anni 2 di reclusione ed euro 1.300,00 di multa.
L'avvocato Federici, venuta alla ribalta nazionale per un servizio delle "Iene", è stata condannata anche al risarcimento dei danni in favore delle parti civili, così come richiesto dall’avv. Michele Vaira.

Gazzetta del Mezzogiorno 23 maggio 2015

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Comunicato su dichiarazioni direttore INPS Puglia

Le dichiarazioni che giungono dall’INPS superano il confine del ridicolo.
Le spese legali dovute agli avvocati sono il frutto di cause vinte contro un Ente che, a causa di inefficienza o, peggio, come qualcuno ritiene, per effetto di una deliberata strategia, omette in tutto o in parte di versare ciò che spetta ai lavoratori pugliesi.
Invece di puntare il dito contro chi, lavorando onestamente, dimostra in Tribunale le ragioni dei propri assistiti, “derubati” dall’Ente, i rappresentanti dell’INPS dovrebbero individuare i responsabili interni di questo sfacelo.
Chiedete loro se hanno preso provvedimenti nei confronti di coloro che hanno sbagliato i calcoli o hanno ritardato o omesso i pagamenti dovuti per legge.
L’eventuale risposta negativa servirà a corroborare il sospetto, avanzato da molti illustri avvocati del nostro Foro specialisti della materia, che l’INPS trattenga deliberatamente somme che non le spettino, lamentandosi poi per le sacrosante azioni legali che le si rivolgono contro, e che puntualmente vede l’Ente soccombente.
Come dimostrato in una recente indagine, i casi di duplicazioni di azioni legali per lo stesso oggetto, sono irrisorie rispetto alla totalità, e sono giustificate dalla grande mole di attività che uno studio legale deve svolgere in difesa dei propri assistiti.
Mancando una vera ed efficace normativa in tema di class action, siamo costretti ad assistere a questo profluvio di azioni legali, che intasano i Tribunali.
Ma questa, paradossalmente, è la vera fortuna dell’INPS.
Se fosse in vigore il ”risarcimento punitivo”, come negli Stati Uniti, che si applica nei casi in cui è evidente la gravità delle condotte di un Ente, l’INPS sarebbe in default già da anni. In realtà, non subendo una vera e propria “azione collettiva” di tutti i lavoratori, si arricchisce trattenendo denaro che non gli spetta, dato che la percentuale di lavoratori che si rivolge alla giustizia è irrisoria rispetto alla totalità degli aventi diritto.
Gli avvocati sono l’ultimo baluardo della difesa del cittadino nei confronti del potere dello Stato (in questo caso assume le sembianze dell’INPS). Meritano di essere rispettati, soprattutto quando tutelano le categorie delle fasce sociali più deboli.

Avv. Michele Vaira
Segretario Nazionale AIGA


L'Attacco 24 aprile 2015

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Appalto Luceria Falco (Ex Giunta Ciliberti) - tutti assolti

Il primo collegio penale del tribunale di Foggia ha assolto con formula piena l'ex sindaco Ciliberti e tutta la Giunta dall'accusa di abuso d'ufficio, relativa ad una gara d'appalto per la guardiana del Tribunale di Foggia.
Assolti anche i dirigenti e funzionari, coinvolti nell'inchiesta.
L'avv. Vaira, difensore di alcuni degli imputati, ha dichiarato alla stampa:
«La sentenza di assoluzione piena per il funzionario Corvino e per l’assessore Sottile era ampiamente prevedibile. Nessuno dei testimoni, i lavoratori della Luceria, aveva alcun collegamento con l’assessore, che si è limitato a votare la proposta por- tata da altri in Giunta. Il funzionario, invece, si è limitato a disporre il pagamento per l’attività svolta dalla Lu- ceria Falco prima di essere assegnato all’ufficio. Un’attività che, come abbiamo evidenziato nel processo, riguardava un servizio di particolare delicatezza proprio per l’Ufficio della Procura, e che non poteva essere interrotto»

Gazzetta del Mezzogiorno 14 novembre 2014

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Capannoni Tratturo Camporeale: tutti assolti

Il secondo collegio penale del Tribunale di Foggia ha assolto con formula piena (perché il fatto non sussiste) dall'accusa di abuso di ufficio tutti gli imputati nel processo relativo alla vicenda dei capannoni di Tratturo Camporeale.
Il Tribunale ha accolto la tesi della difesa, che sosteneva la non necessità, ai fini del rilascio dei permessi a costruire nella zona di Tratturo Camporeale, di una variante al PRG.

Gazzetta del Mezzogiorno 25 ottobre 2014

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Pena ridotta in appello a Miggiano - scarcerato

Dopo 18 mesi di reclusione, Salvatore Miggiano, l'allenatore di calcio accusato di aver abusato di due ragazzini, è stato rimesso in liberto.
La decisione della Corte di Appello consegue alla sensibile riduzione di pena ottenuta a seguito dell'impugnazione presentata dagli Avvocati Michele Vaira e Antonio Manzi.
A fronte della richiesta del Procuratore Generale di confermare la pena di sei anni di reclusione, la Corte ha rideterminato in due anni e quattro mesi di reclusione il trattamento sanzionatorio del giovane foggia.
L'appello della difesa, incentrato su profili di qualificazione giuridica del fatto e delle aggravanti, è stato integralmente accolto.

Gazzetta del Mezzogiorno 14 luglio 2014



Gazzetta del Mezzogiorno 8 giugno 2014

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Dieci anni di reclusione al vigilante per violenza sessuale e sequestro di persone

La sentenza di primo grado è stata pronunciata dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Foggia al termine del processo iniziato lo scorso febbraio e andato avanti con l’interrogatorio della vittima, di familiari, degli amici siciliani dell’imputato e degli investigatori che condussero le indagini sull’asse Foggia-Siracusa. Ha quindi retto al vaglio dei giudici di primo grado la tesi dell’accusa; il pm chiedeva la condanna della guardia giurata a 12 anni di reclusione, richiesta di condanna ribadita dagli avvocati Michele Vaira e Maddalena Manniello costituitisi parte civile per conto della donna violentata e sequestrata.
« Non avevamo alcun dubbio sull'esito del processo e sull'entità della pena - ha commentato l'Avv. Vaira ai cronisti - la testimonianza della mia assistita è stato di quanto più lineare e convincente possa ascoltarsi in un'aula di giustizia. La ricostruzione, oltre che essere onesta e dettagliata (tanto da consentire all'imputato di essere assolto per la residuale accusa di minaccia aggravata dall'uso di armi), era assolutamente riscontrata da dati obiettivi e inconfutabili ».



Gazzetta del Mezzogiorno 2 luglio 2014

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Pena ridotta al minimo per Miggiano in appello

La Corte di Appello di Bari ha ridotto da 6 anni a 2 anni e 4 mesi la pena inflitta a Salvatore Miggiano, il giovane allenatore di calcio condannato per violenza sessuale a carico di minorenni.
L'Avv. Michele Vaira ha manifestato compiacimento per la decisione della Corte distrettuale: «In primo grado abbiamo puntato la nostra difesa sul profilo umano e il comportamento processuale dell'imputato, ottenendo un risultato comunque soddisfacente. In appello ci siamo concentrati sugli aspetti tecnici della sentenza, che difettava nella parte in cui ha ritenuto sussistente l'aggravante dell'ingente quantità di materiale pedopornografico. L'esito ci soddisfa completamente, non impugneremo ulteriormente la decisione».
Salvatore Miggiano ha trascorso, in tutto, poco più di due mesi in carcere. Considerata la buona condotta, la pena sarà completamente espiata fra pochi mesi.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 8 giugno 2014

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Don Rossi condannato anche in appello

La Corte di Appello di Bari, all'udienza del 16 maggio 2014, ha confermato, riducendo di qualche mese l'entità della pena, la condanna a Don Nicolangelo Rossi, l'anziano sacerdote che si è reso responsabile di molestie ai danni di una bambina all'interno della Parrocchia Sacro Cuore di Foggia.
Nel corso del processo, il sacerdote si è difeso negando l'evidenza, e accusando la bambina e i suoi genitori di averlo calunniato.
I genitori, costituiti parte civile con l'Avv. Michele Vaira, hanno atteso serenamente l'ulteriore grado di giudizio, avendo ormai perso la speranza che il sacerdote, e i suoi superiori, manifestassero un minimo rincrescimento per quanto accaduto.
Spiega l'Avv. Michele Vaira: «la registrazione del colloquio dei genitori con il parroco, avvenuta immediatamente dopo i fatti, con le incredibili ammissioni del diretto superiore dell'imputato, sono la prova schiacciante della sua colpevolezza. Quelle registrazioni dimostrano che tutti sapevano e nessuno voleva intervenire. Come ho detto nell'arringa, oportet ut scandala eveniant".
L'azione civile proseguirà nei confronti della Parrocchia e dell'Istituto Salesiani di Don Bosco.
Attualmente pende anche un'indagine per falsa testimonianza nei confronti di una persona informata sui fatti.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 18 maggio 2014

POST precedenti:

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Assoluzione Antonio Di Maggio

La Prima Sezione della Corte di Appello di Bari, all’udienza di mercoledì 12 febbraio 2014, ha ribaltato la sentenza di primo grado del Giudice Monocratico di Foggia, assolvendo Antonio Di Maggio dall’accusa di omicidio colposo del minore Demir Ferkat.
Il Procuratore Generale e il difensore delle parti civili avevano chiesto la conferma della sentenza.
La sentenza è stata emessa dopo due ore di camera di consiglio.

« È una sentenza che riconcilia diritto penale e buon senso.
La condanna di Di Maggio in primo grado, già inspiegabile secondo i parametri dell’uomo comune, era totalmente errata in punto di diritto, avendo confuso i concetti, ben distinti, di posizione di protezione (che spettavano ai genitori del piccolo) e posizione di controllo (spettanti all’imputato).
S è tanto parlato, nel processo, dell’apertura del cancello della recinzione del mascone: nei motivi di appello e nella discussione orale ho sostenuto che si tratta di un dato assolutamente neutro, perché la finalità della recinzione (e quindi l’obbligo del mio assistito) è quello di evitare cadute accidentali.
Nel nostro caso, la povera vittima si era introdotto volontariamente nel vascone».

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 12 febbraio 2014

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Romanzo Criminale, due ergastoli e cinque condanne

Di è concluso il giudizio abbreviato a carico di Francesco Giannella, Ilario Conoscitore, Mario Renzulli, Nicola Uva, Leonardo Salvemini, Emanuele Biondi, Mario Renzulli e Cristopher Paloscia, nell'ambito del processo denominato "Romanzo Criminale".
Il GUP del tribunale di Foggia Armando dello Iacovo ha inflitto due ergastoli (nonostante la richiesta di rito abbreviato) a Giannella e Conoscitore e pene per trentaquattro anni di reclusione agli altri imputati.
La nuova condanna va ad aggiungersi a quella emessa dal Tribunale per i Minorenni di Bari a carico di una ragazza coinvolta nell'inchiesta, condannata nel mese di ottobre 2013 a tredici anni e quattro mesi di reclusione per concorso in omicidio e altri reati.
L'avv. Michele Vaira, che insieme all'Avv. Maddalena Manniello ha rappresentato la parte civile Troiano, madre di uno dei ragazzi barbaramente assassinati dal gruppo che ha ispirato le sue gesta alla banda della Magliana, resa nota dalla fiction "Romanzo Criminale", ha così commentato il verdetto:
« Non c'è pena o prezzo che ripaghi l'atroce sofferenza che la famiglia della mia assistita ha vissuto e sta vivendo per l'assurda perdita del giovanissimo Cosimo Salvemini. Quello che è emerso dalle intercettazioni dovrebbe far riflettere molto sullo spirito di emulazione che la fiction può provocare nei ragazzi, rendendo "leggendarie" le gesta di criminali incalliti, portando alla ribalta delle storie che dovrebbero essere confinate nella cronaca giudiziaria ».


GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 23 gennaio 2014

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 20 ottobre 2013



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Prete pedofilo: condannato Don Rossi

Il GUP del Tribunale di Foggia, dott. Antonio Diella, ha condannato Don Nicolangelo Rossi a due anni e due mesi di reclusione, per aver molestato sessualmente A. D., difesa dall’Avv. Michele Vaira.
Proprio da una denuncia della bambina è partita l’indagine che ha condotto all’arresto del sacerdote ottantenne.
Durante il processo, il GUP ha ammesso la citazione, quali responsabili civili, della Parrocchia e dei Salesiani di Don Bosco, cui il sacerdote appartiene.
«Non ho mai avuto nessun dubbio che don Nicolangelo Rossi sarebbe stato condannato» ha dichiarato alla stampa l’avv. Michele Vaira.
Dopo il deposito della motivazione della sentenza, in cui sarà chiarito anche il ruolo nella vicenda del parroco e della Curia, sarà attivata l’azione civile per il risarcimento dei danni, il cui risultato, come dichiarato durante il giudizio, sarà devoluto interamente in beneficenza.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
14 maggio 2011

GDM 14mag11 condanna Don Rossi

POST precedenti
1) Arresto don Rossi 12 maggio 2007
2) Rinvio a giudizio Don Rossi 15 aprile 2010
3) Salesiani e Parrocchia a giudizio 23 settembre 2010
4) Richiesta abbreviato
5) Requisitoria del PM e arringhe delle parti civili

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