Assoluzione ex sindaco Mongelli per omissione lavori Tribunale

Il GIP Marco Ferrucci ha assolto perché il fatto non sussiste il sindaco Franco Landella, 50 anni; l’ex sindaco Giovanni Mongelli, 59 anni; e gli ingegneri Fernando Antonio Biagini e Potito Belgioioso, ex dirigente e attuale dirigente del servizio lavori pubblici del Comune.
Erano accusati di omissione di atti d’ufficio in relazione ad alcuni lavori da eseguire a Palazzo di Giustizia e/o alla mancata risposta alla richiesta del ministero su opere di messa in sicurezza del Tribunale foggiano.
Il GUP, in sede di abbreviato, ha accolto la tesi dell'Avv. Michele Vaira, difensore di Mongelli: il Comune, sia sotto la guida di Mongelli del precedente governo cittadino sia sotto quella attuale di Landella, si è sempre attivato per venire incontro alle esigenze del Palazzo di Giustizia, ma ha dovuto fare i conti con la crisi e la mancanza di fondi; soprattutto non c’è stato alcun dolo nel comportamento dei sindaci e dei dirigenti comunali, presupposto fondamentale per la sussistenza del reato; e inoltre il reato di omissione di atti d’ufficio tutela i rapporti tra il cittadino e l’ente, non certo quello tra due pubbliche amministrazioni come nel caso in questione.


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Dieci anni di reclusione al vigilante per violenza sessuale e sequestro di persone

La sentenza di primo grado è stata pronunciata dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Foggia al termine del processo iniziato lo scorso febbraio e andato avanti con l’interrogatorio della vittima, di familiari, degli amici siciliani dell’imputato e degli investigatori che condussero le indagini sull’asse Foggia-Siracusa. Ha quindi retto al vaglio dei giudici di primo grado la tesi dell’accusa; il pm chiedeva la condanna della guardia giurata a 12 anni di reclusione, richiesta di condanna ribadita dagli avvocati Michele Vaira e Maddalena Manniello costituitisi parte civile per conto della donna violentata e sequestrata.
« Non avevamo alcun dubbio sull'esito del processo e sull'entità della pena - ha commentato l'Avv. Vaira ai cronisti - la testimonianza della mia assistita è stato di quanto più lineare e convincente possa ascoltarsi in un'aula di giustizia. La ricostruzione, oltre che essere onesta e dettagliata (tanto da consentire all'imputato di essere assolto per la residuale accusa di minaccia aggravata dall'uso di armi), era assolutamente riscontrata da dati obiettivi e inconfutabili ».



Gazzetta del Mezzogiorno 2 luglio 2014

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