Comunicato su dichiarazioni direttore INPS Puglia

Le dichiarazioni che giungono dall’INPS superano il confine del ridicolo.
Le spese legali dovute agli avvocati sono il frutto di cause vinte contro un Ente che, a causa di inefficienza o, peggio, come qualcuno ritiene, per effetto di una deliberata strategia, omette in tutto o in parte di versare ciò che spetta ai lavoratori pugliesi.
Invece di puntare il dito contro chi, lavorando onestamente, dimostra in Tribunale le ragioni dei propri assistiti, “derubati” dall’Ente, i rappresentanti dell’INPS dovrebbero individuare i responsabili interni di questo sfacelo.
Chiedete loro se hanno preso provvedimenti nei confronti di coloro che hanno sbagliato i calcoli o hanno ritardato o omesso i pagamenti dovuti per legge.
L’eventuale risposta negativa servirà a corroborare il sospetto, avanzato da molti illustri avvocati del nostro Foro specialisti della materia, che l’INPS trattenga deliberatamente somme che non le spettino, lamentandosi poi per le sacrosante azioni legali che le si rivolgono contro, e che puntualmente vede l’Ente soccombente.
Come dimostrato in una recente indagine, i casi di duplicazioni di azioni legali per lo stesso oggetto, sono irrisorie rispetto alla totalità, e sono giustificate dalla grande mole di attività che uno studio legale deve svolgere in difesa dei propri assistiti.
Mancando una vera ed efficace normativa in tema di class action, siamo costretti ad assistere a questo profluvio di azioni legali, che intasano i Tribunali.
Ma questa, paradossalmente, è la vera fortuna dell’INPS.
Se fosse in vigore il ”risarcimento punitivo”, come negli Stati Uniti, che si applica nei casi in cui è evidente la gravità delle condotte di un Ente, l’INPS sarebbe in default già da anni. In realtà, non subendo una vera e propria “azione collettiva” di tutti i lavoratori, si arricchisce trattenendo denaro che non gli spetta, dato che la percentuale di lavoratori che si rivolge alla giustizia è irrisoria rispetto alla totalità degli aventi diritto.
Gli avvocati sono l’ultimo baluardo della difesa del cittadino nei confronti del potere dello Stato (in questo caso assume le sembianze dell’INPS). Meritano di essere rispettati, soprattutto quando tutelano le categorie delle fasce sociali più deboli.

Avv. Michele Vaira
Segretario Nazionale AIGA


L'Attacco 24 aprile 2015

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