Occupazione Distretto Militare: la Cassazione conferma l'insussistenza delle accuse

Anche la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la tesi difensiva, già accolta dal Tribunale del Riesame, dell'assoluta correttezza della condotta dei dirigenti del Comune di Foggia in relazione alla vicenda "Distretto Militare".
È lecito, a questo punto, attendersi una richiesta di archiviazione delle pesanti accuse rivolte nei confronti dell'Arch. Corvino e degli altri dirigenti coinviolti.

Gazzetta del Mezzogiorno 1 dicembre 2017
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Truffa all'ASL: assolto Gianluca Bruno

Il Tribunale di Foggia, all'udienza del 30 novembre 2017, ha assolto, con la formula più ampia, Giovanni Gianluca Bruno (amministratore delegato della medical Shuttle) dalle accuse di associazione per delinquere e truffa aggravata.
La sentenza assolutoria giunge dopo una fase dibattimentale durata circa quattro anni (66 udienze), nonostante la richiesta di condanna formulata dal Pubblico Ministero.


Gazzetta del Mezzogiorno 30 novembre 2017

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Assoluzione ex sindaco Mongelli per omissione lavori Tribunale

Il GIP Marco Ferrucci ha assolto perché il fatto non sussiste il sindaco Franco Landella, 50 anni; l’ex sindaco Giovanni Mongelli, 59 anni; e gli ingegneri Fernando Antonio Biagini e Potito Belgioioso, ex dirigente e attuale dirigente del servizio lavori pubblici del Comune.
Erano accusati di omissione di atti d’ufficio in relazione ad alcuni lavori da eseguire a Palazzo di Giustizia e/o alla mancata risposta alla richiesta del ministero su opere di messa in sicurezza del Tribunale foggiano.
Il GUP, in sede di abbreviato, ha accolto la tesi dell'Avv. Michele Vaira, difensore di Mongelli: il Comune, sia sotto la guida di Mongelli del precedente governo cittadino sia sotto quella attuale di Landella, si è sempre attivato per venire incontro alle esigenze del Palazzo di Giustizia, ma ha dovuto fare i conti con la crisi e la mancanza di fondi; soprattutto non c’è stato alcun dolo nel comportamento dei sindaci e dei dirigenti comunali, presupposto fondamentale per la sussistenza del reato; e inoltre il reato di omissione di atti d’ufficio tutela i rapporti tra il cittadino e l’ente, non certo quello tra due pubbliche amministrazioni come nel caso in questione.


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Assoluzione per "Meridiana srl" - nessuna corruzione per ampliamento hotel

Assolti gli 11 imputati (dieci «fisici» e una società edile) nel processo per una presunta corruzio- ne di quasi 230mila euro, finalizzata al rilascio a favore della «Meridiana srl» di una variante al piano regolatore che consentì di ampliare un complesso da destinare a «residenze turistico alberghiere» in corso del Mezzogiorno. I 10 imputati sono accusati a vario titolo di corruzione, falso, abuso in atti d’ufficio, riciclaggio e favoreggiamento: il PM chiedeva 10 condanne con pene da 5 mesi a 3anni; e una sanzione di 77mila euro euro per la società, difesa dall'Avv. Vaira.

L’avv. Michele Vaira legale della società «Meridiana srl» rimarca«che la società ha sempre avuto fiducia nell’esito del processo: ogni operazione realizzata fu affidata a professionisti di elevato spes- sore e tutto si è svolto alla luce del sole».

Gazzetta del Mezzogiorno 15 aprile 2016

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"Zero in condotta" - Le persone offese si costituiranno parte civile

Ancora da delineare compiutamente le responsabilità che orbitano attorno alla vergognosa vicenda, scoperchiata tra marzo e maggio scorso dagli inquirenti nell’ambito dell’operazione “Zero in condotta”, e che vede attualmente indagati diverse decine di falsi insegnanti di sostegno che avrebbero lavorato in vari istituti scolastici di Foggia e Capitanata in maniera fraudolenta e sine titulo.
Alcune famiglie si sono rivolte all’Avv. Michele Vaira per la tutela dei propri diritti, che consistono in primo luogo nell’accertamento di tutti i responsabili, intesi sia quali concorrenti nel reato, sia quali soggetti che hanno omesso i dovuti controlli, e in secondo luogo nella richiesta di risarcimento dei danni.
« Seguirò questo caso con la massima attenzione, offrendo la mia collaborazione al Pubblico Ministero, sia nella fase residuale delle indagini sia in quella processuale. I reati di cui ci occupiamo, di per sé non particolarmente gravi, si manifestano estremamente odiosi per la natura delle principali persone offese, che per le loro condizioni meriterebbero una tutela privilegiata da parte della società. Si sono rivolte al mio studio anche alcune insegnanti “scavalcate” in graduatoria con questi mezzi illeciti, e quindi pretermesse. Anche loro si costituiranno parte civile ».

l'Attacco 1 luglio 2014

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Assoluzione Annamaria Altamura - processo Vikay

Il GUP del Tribunale di Foggia, dott.ssa Maria Teresa Valente, ha assolto con formula piena l'agente assicurativo accusato di truffa ai danni del Comune di Foggia, in concorso con alcuni dei più importanti imprenditori edili del capoluogo dauno.
L'inchiesta ha suscitato clamore per i sequestri di numerosi cantieri, per il valore di centinaia di milioni di euro. Gli imputati sono stati accusati di aver utilizzato polizze fideiussorie false nell'ambito delle concessioni relative ai PRUSST.
Il processo, svoltosi con rito abbreviato, ha fatto emergere l'assoluta liceità del comportamento dell'imputata, per la quale lo stesso PM, a seguito della produzione della documentazione difensiva, ha chiesto l'assoluzione.
L'Avv. Michele Vaira, difensore dell'agente, ha espresso soddisfazione per la sentenza: «Sono lieto che il processo, al di là dell'esito per me assolutamente scontato, sia terminato in tempi brevissimi».

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 16 maggio 2014

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Assoluzione Antonio Di Maggio

La Prima Sezione della Corte di Appello di Bari, all’udienza di mercoledì 12 febbraio 2014, ha ribaltato la sentenza di primo grado del Giudice Monocratico di Foggia, assolvendo Antonio Di Maggio dall’accusa di omicidio colposo del minore Demir Ferkat.
Il Procuratore Generale e il difensore delle parti civili avevano chiesto la conferma della sentenza.
La sentenza è stata emessa dopo due ore di camera di consiglio.

« È una sentenza che riconcilia diritto penale e buon senso.
La condanna di Di Maggio in primo grado, già inspiegabile secondo i parametri dell’uomo comune, era totalmente errata in punto di diritto, avendo confuso i concetti, ben distinti, di posizione di protezione (che spettavano ai genitori del piccolo) e posizione di controllo (spettanti all’imputato).
S è tanto parlato, nel processo, dell’apertura del cancello della recinzione del mascone: nei motivi di appello e nella discussione orale ho sostenuto che si tratta di un dato assolutamente neutro, perché la finalità della recinzione (e quindi l’obbligo del mio assistito) è quello di evitare cadute accidentali.
Nel nostro caso, la povera vittima si era introdotto volontariamente nel vascone».

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 12 febbraio 2014

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