Dissequestro Bio Ecoagrim

Il Tribunale del Riesame di Foggia, all’udienza del 17 gennaio 2011, ha accolto l’istanza di riesame proposta a seguito del sequestro dell’azienda, avvenuta il 27 dicembre 2010.
Il sequestro era stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera, dott.ssa Ida Moretti, a seguito della richiesta del PM dott. Elisa Sabusco, per la presunta violazione di diverse normative in materia ambientali.
Tra le altre accuse, quella di emettere odori nauseabondi, percepiti nel territorio circostante, e di gestire l’azienda in difformità rispetto alle autorizzazioni ottenute dalla Provincia.
Le accuse più gravi erano senz’altro quella di incamerare una quantità di prodotto da trattare di circa 290.000 tonnellate, a fronte delle 83.000 annue consentite dall’autorizzazione, e di scaricare nel torrente Vulgano acque meteoriche inquinate.
Tutte le accuse sono state contestate, anche in punto di fatto, dagli Avv. Michele Vaira e Giampaolo Sechi, che hanno depositato una copiosa memoria difensiva.
In particolare, è emerso che le 293.000 tonnellate indicate dai Carabinieri non corrispondono affatto alla realtà, trattandosi di mere 74.000 tonnellate (compatibili con le autorizzazioni).
Le analisi dell’acqua scaricata nel torrente Vulgano eseguite dall’ARPA su incarico degli stessi Carabinieri, ad una attenta lettura delle norme, rientrano abbondantemente nei limiti di legge (l’informativa dei carabinieri ha preso come riferimento una tabella sbagliata, relativa allo scarico sul terreno e non in un corso d’acqua).
Gli odori emessi dall’azienda, anche grazie ai copiosi investimenti effettuati (circa 13 milioni di euro) rientrano assolutamente nei limiti consentiti dalla legge per attività analoghe.
Il Tribunale ha accolto interamente la richiesta di riesame, ordinando il dissequestro dell’azienda.
Già nel 2007 l’azienda era stata sequestrata dal Giudice per le Indagini Preliminari di Lucera per analoghi motivi e successivamente dissequestrata dal Tribunale del Riesame di Foggia.
Anche in quel caso tutte le accuse furono ritenute insussistenti dal Tribunale.
Il sig. Chiloiro, rappresentante legale dell’azienda, dichiara:
« Sono lieto che i nostri avvocati abbiano smentito punto per punto tutte le gravi accuse ingiustamente mosse alla nostra ditta, dimostrando che i Carabinieri del NOE hanno offerto al Giudice dati e riferimenti normativi non corretti. Adesso chiederemo i danni a chi di competenza per l’ingiustificato fermo dell’attività. È grave pensare di poter ingiustamente colpire un’azienda sana, che dà lavoro a quaranta dipendenti (oltre l’indotto), sulla base di accuse del tutto infondate.
Emerge, dagli stessi atti dell’accusa, che gli odori emessi, conformi alla legge, sono semplicemente frutto della produzione, e non sono assolutamente inquinanti».


GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 19 gennaio 2011

Gazzetta del Mezzogiorno 19gen11

CORRIERE DELLA SERA
19 gennaio 2011

Corriere del Mezzogiorno 19gen11

L’ATTACCO
19 gennaio 2011
l'Attacco 19gen11

TG Telefoggia 18 gennaio 2011
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