Dopo tre anni di dibattimento (svoltosi attraverso 59 udienze) si è concluso il processo denominato “Petrolgate”.
Il Tribunale di Potenza ha condannato l’ENI e i suoi dirigenti per una serie di reati ambientali, ordinando la confisca di 44 milioni di euro.
La DCF Group, difesa dall’Avv. Michele Vaira, e le altre aziende che hanno trasportato o smaltito i rifiuti provenienti dal COVA di Viggiano, sono state riconosciute estranee al reato di traffico di rifiuti contestato dalla DDA di Potenza, che aveva chiesto 4 anni di carcere per i rappresentanti delle aziende e confische per milioni di euro.
L’Avv. Michele Vaira ha dichiarato:
« Siamo molto soddisfatti per l’esito processuale, che ha riconosciuto la correttezza e la buona fede dei miei assistiti.
In attesa della motivazione, dal mero dispositivo è dato evincere che il Tribunale ha riconosciuto la fondatezza dei tre punti fondamentali della linea difensiva delle aziende che gestivano i rifiuti prodotti dal COVA.
Innanzitutto, è stata smentita la tesi dell’accordo criminoso tra i vertici dell’ENI e le aziende finalizzato a “concordare” modalità di smaltimento meno onerose.
In secondo luogo, è stato riconosciuto che l’attribuzione del codice CER, come abbiamo sostenuto con determinazione, è di esclusiva competenza del produttore, rispetto alla quale le aziende hanno svolto, con la diligenza richiesta, i dovuti controlli (anche oltre le prescrizioni legislative).
In terzo luogo, emerge con chiarezza che lo smaltimento, da parte delle aziende che rappresento, è comunque avvenuto a norma di legge e senza alcuna compromissione della salubrità dell’ambiente e della popolazione.
Bisogna riconoscere al Tribunale di aver gestito, in tempi ragionevoli ma senza mai comprimere i diritti delle parti, un procedimento di straordinaria complessità, e di aver dimostrato una rara capacità di ascolto, nonostante l’emergenza pandemica che ha messo in ginocchio il settore Giustizia.»
L’intero dibattimento è presente negli archivi di Radio Radicale.






