L’avvocato Michele Vaira, difensore di Giulio Roselli, dirigente di Ferrotramviaria, ha contestato punto per punto le affermazioni dei consulenti, a partire dalla data di istituzione del blocco telefonico (che non risale al 1850, ma al 1963 come ha dimostrato riportando il contenuto di articoli di stampa) per finire alla sua efficacia: e’ obsoleto, ma consentito, ha detto in sintesi.
“Obsoleto significa che ci sono altri sistemi piu’ efficienti, che non significa piu’ sicuri”, ha spiegato il legale all’Agi. Anche riguardo alla formazione dei cosiddetti ‘treni bis’ (ovvero treni supplementari rispetto a quelli in programma) l’avvocato ha ricordato che si tratta di “una cosa assolutamente legale e consentita”, mentre “cio’ che non e’ consentito era mandare un bis prima dell’orario del treno normale”.
A contestare le conclusioni dei due periti, anche altri difensori intervenuti oggi, in linea peraltro con quanto accaduto durante l’udienza del 15 luglio con il contro interrogatorio tenuto dall’avvocato Michele Laforgia, difensore della Ferrotramviaria. Il processo e’ stato aggiornato al 9 settembre, per la chiusura dell’esame dei due periti da parte della Procura e la deposizione di una investigatrice del Noif, il Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polfer. A seguire, si terranno udienze tutti i mercoledi’ fino al 16 dicembre per completare la corposa lista dei testi dell’accusa.
In tutto sono 17 le persone alla sbarra, piu’ la societa’ Ferrotramviaria. Si tratta di dipendenti, dirigenti e vertici di Ferrotramviaria, di un dirigente del Ministero dei Trasporti e due direttori dell’Ustif di Puglia, Basilicata e Calabria (che si occupa delle linee ferroviarie in concessione), che rispondono, a vario titolo, dei reati di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Ferrotramviaria e’ imputata in qualita’ di persona giuridica per la responsabilita’ amministrativa nei reati contestati ai suoi dipendenti. Parti civili nel processo (solo nei confronti delle persone fisiche) la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, alcune associazioni, parenti delle vittime e passeggeri sopravvissuti. Ferrotramviaria, Ministero dei Trasporti e Regione Puglia sono stati citati in qualita’ di responsabili civili.
L’Avv. Michele Vaira ha affermato:
«Il disastro è avvenuto, pacificamente, per un errore umano di almeno tre persone, che contemporaneamente e indipendentemente l’uno dall’altro hanno violato il regolamento di circolazione.






